Ambiente e territorio

Arletti e Pulitanò (FdI): “Tutelare la salute pubblica a San Cesario sul Panaro a seguito dei risultati sulla qualità dell’aria”

“I campionamenti effettuati nel tempo hanno confermato che i valori di polveri di vetro sono sempre al di sotto dei limiti di legge” ha risposto l’assesora all’Ambiente Irene Priolo in commissione Ambiente

I consiglieri di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò con un’interrogazione in commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Paolo Burani (Avs), chiedono alla Regione quali azioni intenda adottare per tutelare la salute pubblica a San Cesario sul Panaro, in provincia di Modena, a seguito dei risultati delle analisi condotte da Arpae relativamente alla qualità dell’aria nella zona di via Verdi.

“Nel territorio comunale di San Cesario sul Panaro, nella frazione di via Verdi, è attivo un impianto per il trattamento e il riciclo del vetro industriale. Le attività della società avevano già sollevato gravi preoccupazioni ambientali, tanto da essere oggetto di monitoraggi specifici da parte di Arpae nel 2016 e 2017. Dopo la cessazione di attività, l’area è stata rilevata da un Gruppo che ha incrementato in maniera significativa i volumi di trattamento del vetro, secondo fonti locali, da 100 mila a 360 mila tonnellate annue. I dati pubblicati da Arpae nel maggio 2023, e confermati in un secondo monitoraggio nell’ottobre 2024, indicano la presenza di concentrazioni di nanoparticelle vetrose nell’aria fino a otto volte superiori rispetto al precedente gestore. Nonostante ciò, secondo quanto dichiarato dalla Giunta comunale, l’Ausl non ha rilevato rischi sanitari, mentre alcune misure di mitigazione sarebbero state imposte solo nel corso del 2024”, spiegano i consiglieri.

Visti i risultati sulla qualità dell’aria, Arletti e Pulitanò chiedono alla Giunta “se ritiene compatibile con il principio di precauzione il mantenimento dell’attuale regime produttivo, in assenza di ulteriori accertamenti sanitari o ambientali, e se intende assumere iniziative per verificare l’efficacia delle misure di mitigazione adottate e, se necessario, disporre ulteriori interventi di tutela della salute pubblica e dell’ambiente”.

“Per quanto riguarda l’attività di Arpae – spiega l’assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Irene Priolo – il monitoraggio delle particelle di vetro aerodisperse è stato condotto per più anni, sia quando sul sito insisteva il vecchio stabilimento, che da quando è subentrata, nel 2019, la nuova gestione. Gli esiti dei monitoraggi hanno evidenziato concentrazioni sempre molto variabili di particelle vetrose, con grandi scostamenti tra numero minimo e massimo di particelle e nei valori medi. Tale variabilità è legata a molteplici fattori, tra cui la durata delle campagne di monitoraggio, le concomitanti condizioni meteorologiche, le attività svolte dall’azienda e le modalità con cui le medesime sono state svolte. Il Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) ha chiarito che la polvere di vetro emessa non rappresenta un inquinante specifico come la fibra di vetro, ma fa parte più in generale del particolato materiale aerodisperso di diametro inferiore a 10 micrometri, ossia il cosiddetto PM10. I campionamenti effettuati nel tempo hanno confermato che i valori di polveri di vetro sono sempre al di sotto dei limiti di legge. Inoltre, le analisi fornite dal Servizio di Epidemiologia e Comunicazione del rischio dell’Azienda Usl di Modena, effettuate utilizzando i dati epidemiologici a disposizione, non ravvisano nel comune di San Cesario sul Panaro eccessi di morbilità riproducibili nel tempo in ambo i sessi e in diversi indicatori, tali da considerare la presenza di esposizioni ambientali come determinanti maggiori di malattia. Per quanto concerne l’attuazione del principio comunitario di precauzione, c’è un’autorizzazione che contiene un corposo numero di prescrizioni, volte a evitare l’insorgere di pericoli per l’ambiente e la salute nonché a contenere/mitigare gli effetti prodotti dalle lavorazioni svolte all’interno dello stabilimento. Infine, rispetto all’efficacia delle misure di mitigazione adottate e all’assunzione di iniziative in merito, si osserva che il riesame dell’autorizzazione ha previsto interventi strutturali e gestionali per limitare le emissioni diffuse”.

Annalisa Arletti ha ringraziato per la risposta molto dettagliata. “Sono d’accordo con lei sull’economia circolare, bisogna fare quanto necessario per chiudere il cerchio. Visto che lei ha citato dei dati precedenti, continueremo a interrogare per capire come sono cambiati i dati omogenei”.

(Giorgia Tisselli)

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