Ambiente e territorio

Modena, FdI: “Chiarezza su ritardo lavori alle ex fonderie riunite e su degrado dell’area”

“L’intervento di riqualificazione risulta essere caratterizzato da ritardi significativi, con conseguenti extracosti. Anche il primo stralcio dei lavori per il restauro della palazzina destinata a diventare la sede dell’istituto storico della resistenza, avviato nel 2020, non risulta ultimato”

Con un’interrogazione, rivolta alla giunta regionale, Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti di Fratelli d’Italia sollecitano chiarimenti alla giunta regionale sulle responsabilità per lo stato di abbandono dell’area delle ex fonderie riunite a Modena.

I due consiglieri, nel rilevare che già prima del 2000 si parlava di riqualificazione dell’area, spiegano che “nel 2006 si era arrivati alla proposta del progetto del polo culturale design arte scienza e tecnologia (dast). Nel 2018, c’è stata la partecipazione del Comune di Modena al bando per la rigenerazione urbana della Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di riqualificare le ex fonderie”. E aggiungono: “Nel 2022 l’assessore all’urbanistica del Comune di Modena Anna Maria Vandelli riferiva che sul comparto ex fonderie erano confluiti finanziamenti per un totale di 20 milioni di euro e che il termine dei lavori era slittato all’estate 2023”. Ma per Pulitanò e Arletti “l’intervento di riqualificazione risulta essere caratterizzato da ritardi significativi, con conseguenti extracosti, e anche il primo stralcio dei lavori per il restauro della palazzina destinata a diventare la sede dell’istituto storico della resistenza, avviato nel 2020, non risulta a tutt’oggi ultimato”. Concludono: “La cittadinanza non dispone di alcuna informazione aggiornata e chiara sui costi dell’intervento e anche sui tempi di ultimazione, sulla destinazione d’uso e sui livelli di sicurezza considerato anche il degrado in cui versa l’area”.

I due consiglieri vogliono, quindi, sapere dalla Giunta “se la Regione Emilia-Romagna abbia svolto o intenda svolgere un ruolo di coordinamento istituzionale per superare l’attuale situazione di stallo”.

(Cristian Casali)

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