Governo locale e legalità

Ambiente Modena. Finale, Gibertoni (M5s): sospendere procedimento per ampliamento discarica

La consigliera sollecita maggiori verifiche e chiede “di sottoporre il progetto al parere della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile”

Giulia Gibertoni (M5s)

È Giulia Gibertoni dei Cinquestelle, con un’interpellanza rivolta al governo regionale, a chiedere di sospendere il procedimento di ampliamento della discarica di Finale Emilia, nel modenese.

La vicenda della discarica, rimarca la consigliera, “è attualmente oggetto di una inchiesta giudiziaria”. La pentastellata spiega, infatti, che “la società Feronia (che gestisce l’impianto) è partecipata al 70 per cento da Herambiente (società del Gruppo Hera) e al 30 per cento da Sorgea, che a sua volta è una società partecipata dal Comune di Finale Emilia (41 per cento) e con quote via via minori dai Comuni di Crevalcore, Nonantola, Ravarino e Sant’Agata Bolognese”. È quini evidente, prosegue, “il collegamento e la finalizzazione della discarica di Finale Emilia e del suo eventuale allargamento, non tanto agli interessi e alle esigenze dei cittadini e delle aziende del territorio finalese, quanto agli interessi di Hera (anche in termini di remunerazione degli investitori), utilità collegate al mercato dello smaltimento dei rifiuti speciali e agli interessi degli amministratori locali del passato, incapaci di governare correttamente il bilancio comunale e quindi bisognose degli eventuali proventi compensativi provenienti da Feronia, come confermerebbero gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria tuttora in corso”. Se l’inchiesta, conclude l’esponente Cinquestelle, “confermasse che il progetto, oggi sottoposto a valutazione, fosse frutto di comportamenti illeciti o addirittura illegali potrebbe innestarsi un più che legittimo processo risarcitorio da parte delle comunità locali gravemente danneggiate dalla scelta oggi operata dall’amministrazione comunale che non avrebbe evitato il possibile danno benché portata a conoscenza dei fatti illeciti”.

Gibertoni sollecita quindi maggiori verifiche, in particolare chiede all’esecutivo regionale “di sottoporre il progetto al parere della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile”.

(Cristian Casali)

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