Ambiente e territorio

Ambiente Modena. Moria di pesci nel canale Lama, Galli (Fi): “Perché il consorzio non è intervenuto per tempo?”

Il consigliere chiede anche di sapere perché il canale Gherardo sia stato fatto confluire nel cavo Lama visto che “le acque inquinanti sembrerebbero derivare proprio da lì”.

La moria di pesci nel cavo Lama, il canale collettore delle acque alte nel modenese gestito dal consorzio bonifica dell’Emilia Centrale, è tema dell’interrogazione di Andrea Galli (Fi). “Quest’anno -spiega il consigliere- si sarebbe fatto scaricare il canale Gherardo nel cavo Lama piuttosto che nel solito canale degli anni passati”. E le acque inquinanti sembrerebbero derivare proprio dal canale Gherardo dove, tra l’altro, “quest’estate era già stata riscontrata una moria di pesci ed un’ipertrofia dell’alga Euglena Sanguinea”, scrive Galli.

Secondo il Consorzio invece la moria di pesci sarebbe dovuta “a tracce di inquinamento dovute a perdite del condotto fognario Arginetto di Soliera e per l’eccesso di pesci immesso nei mesi estivi negli appositi bacini di pesca del Canale”. Ma, in realtà, “quest’anno, tra ottobre e novembre, sarebbero stati immessi nel canale solo 20 quintali di pesci, contro i 60/70 degli anni scorsi, il che sembrerebbe far cadere l’ipotesi del consorzio”. In più, “le associazioni di pesca (federazione Italiana Pesca sportiva e attività subacquee e associazione Pesca e attività subacquee) avrebbero segnalato, prima della moria di pesci, la necessità di un incremento del livello dell’acqua del Lama”.

Nonostante le segnalazioni, il consorzio (che sarebbe già stato a conoscenza dello svaso di acque fognarie) non sarebbe intervenuto per tempo. Il consigliere chiede quindi di sapere per quale motivo il consorzio non abbia fatto nulla, se vi sia un riscontro sulla sua posizione riguardo l’eccessiva quantità di pesce portato nel cavo Lama e, infine perché il canale Gherardo sia stato fatto confluire nel cavo Lama. Tra le richieste di Galli alla giunta anche conoscere le cause della moria di pesci riscontrate dalle analisi di Arpae e Ausl.

(Francesca Mezzadri)

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