Ambiente e territorio

Ambiente Parma. Discarica di Monte Ardone, ER Coraggiosa-M5S: “Ampliamento inopportuno, intervenga la Giunta”

Taruffi, Amico e Piccinini, nel rilevare che l’impianto è stato costruito in un’area soggetta a fenomeni idrogeologici (peraltro in un territorio di alto valore naturalistico e paesaggistico), chiedono all’esecutivo regionale “se non ritenga necessario fermare ogni ulteriore ampliamento della discarica”

“Inopportuno autorizzare l’ampliamento di una discarica di rifiuti speciali di origine industriale in un contesto territoriale di alto valore naturalistico e paesaggistico, peraltro in un’area di produzioni alimentari di alta qualità (riconosciute a livello mondiale)”.

Sono Igor Taruffi e Federico Amico di Emilia-Romagna Coraggiosa e Silvia Piccinini dei Cinquestelle

a coinvolgere, con un’interrogazione, il governo regionale sull’ipotesi di ampliamento della discarica di Monte Ardone (nel comune parmense di Fornovo di Taro). L’obiettivo, evidenziano, “è quello di smaltire nell’impianto (come riferito dal Comitato contro la discarica di Monte Ardone) ulteriori 403 mila metri cubi di rifiuti (rispetto a un accumulo massimo previsto, già raggiunto, di 300 mila metri cubi per assicurare la stabilità dell’invaso)”.

I tre consiglieri rilevano, inoltre, che l’impianto è stato costruito in un’area soggetta a fenomeni idrogeologici, “su un pendio adiacente a una zona calanchiva, che vede anche la presenza di pozze d’acqua e risorgive”. Negli anni, proseguono, “ci sono state interruzioni al conferimento dovute a movimenti franosi”. Nel tempo poi, sottolineano Taruffi, Amico e Piccinini, “ci sono state diverse modifiche alle tipologie di rifiuti autorizzati, tanto che adesso nella discarica si smaltiscono rifiuti speciali, e continue deroghe ai parametri di alcune sostanze rinvenute nel percolato”.

Già in passato era stata data la possibilità al gestore di aumentare la portata dell’impianto nonostante, rimarcano i tre consiglieri, “il comitato tecnico scientifico, sulla riduzione del rischio sismico, avesse sostanzialmente richiesto una completa revisione del progetto presentato, evidenziando ‘in condizioni statiche margini di sicurezza estremamente ridotti’ e ‘in condizioni sismiche spostamenti permanenti rilevanti ’”. Peraltro, proseguono, “erano anche state richieste verifiche, in particolare dalla Procura di Parma, sull’integrità fisica, chimica e chimico-fisica del telo impermeabile posto sul fondo della discarica, la cui mancata tenuta potrebbe mettere a repentaglio la falda sottostante (passaggio di inquinanti che potrebbe essersi già verificato, visto che nelle acque dei piezometri sono stati rilevati aumenti altrimenti inspiegabili di alcune sostanze come il mercurio)”.

Per questo Taruffi, Amico e Piccinini voglio anche sapere dall’esecutivo regionale “se non ritenga necessario fermare ogni ulteriore ampliamento della discarica in considerazione delle conseguenze che un aumento della quantità dei rifiuti smaltiti potrebbe provocare sulla stabilità dell’invaso e sull’integrità della falda sottostante”.

 

 

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