Ambiente e territorio

AMBIENTE. SASSI (M5S): NO POTENZIAMENTO INCENERITORI PARMA E FORLÍ GRAZIE A ‘SBLOCCA ITALIA’”. GAZZOLO: REGIONE NON PUÓ SOSPENDERE ITER AUTORIZZATIVI

AMBIENTE. SASSI (M5S): NO POTENZIAMENTO INCENERITORI PARMA E FORLÍ GRAZIE A ‘SBLOCCA ITALIA’”. GAZZOLO: REGIONE NON PUÓ SOSPENDERE ITER AUTORIZZATIVI

La richiesta rivolta alla Giunta regionale dal consigliere Gian Luca Sassi (M5s), in un’interrogazione a risposta immediata in Aula, è quella di “sospendere l’iter autorizzativo” per il potenziamento del Polo ambientale integrato (Paip), il cosiddetto inceneritore di Parma, da 130mila a 195mila tonnellate, e dell’inceneritore di Forlì, da 120mila a 180mila tonnellate. Le domande di modifica di “Autorizzazione integrata ambientale” per i due impianti presentate, ai sensi dell’articolo 35 della legge 164/2014 (conversione del decreto legge 133/2014, detto “Sblocca Italia”), rispettivamente da Iren ambiente e da Herambiente, si inserirebbero, a parere di Sassi, in una situazione di “incertezza normativa”. Di qui, l’invito all’esecutivo regionale di assicurare non solo il rispetto della normativa europea, ma anche condizioni non peggiorative della qualità dell’aria e dell’ambiente, di ridurre i rischi per la salute dei cittadini e di evitare la possibile procedura di infrazione. “Si fermi, quindi-chiede Sassi- l’operazione, prevista dallo Sblocca Italia, di far confluire rifiuti speciali da tutta Italia nei nostri inceneritori e di potenziare, di conseguenza, la capacità di smaltimento per i due impianti, almeno fino a che non sia definito un quadro normativo più chiaro”, sia “nell’ambito dei parametri per classificare gli inceneritori di rifiuti come valorizzatori di energia (ritenuti, a oggi, non conformi dalla Ue), sia per quanto riguarda i decreti attuativi dello Sblocca Italia”, sia sul piano del riordino istituzionale, “con particolare riferimento alle Province e ad Arpa, sia rispetto all’approvazione definitiva del Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr), che ancora potrebbe essere modificato”.

“La posizione della Regione Emilia-Romagna sull’articolo 35 della legge 164 è nota”, risponde l’assessore alle Politiche ambientali, Paola Gazzolo, “in ogni sede istituzionale ne è stata chiesta l’abrogazione e, in subordine sono stati presentati emendamenti, recepiti nel testo finale ai commi 1 e 3, per salvaguardare le competenze regionali in materia di pianificazione di settore, governo del territorio e di tutela della qualità dell’aria”.
Con particolare riferimento alla qualità dell’aria, aggiunge, si evidenzia che “la possibilità di autorizzare gli impianti di termovalorizzazione a saturazione del loro carico termico nominale” può trovare applicazione solo per gli impianti “di recupero energetico da rifiuti, per i quali la valutazione di impatto ambientale risulti espressamente autorizzata a saturazione del carico termico e non siano ubicati nelle aree di superamento e a rischio di superamento per i valori limite della qualità dell’aria”, secondo le disposizioni regionali.
Gazzolo evidenzia inoltre che, in relazione al recepimento di quanto disposto dall’articolo 35, la Provincia, quale soggetto competente in materia di autorizzazioni ambientali, “è chiamata a dare ad esso attuazione, in conformità con quanto previsto dalla disciplina comunitaria e statale, ma anche in modo rigoroso dal punto di vista ambientale e coerente con le strategie regionali nella gestione dei rifiuti”.
La Regione, segnala l’assessore, “ha già fatto presente in tutte le sedi che il Prgr, adottato il 3 febbraio 2014, ha tra i suoi obiettivi l’autosufficienza allo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali prodotti sul territorio regionale”, per cui “la capacità dell’impiantistica è strettamente commisurata a questa esigenza”. La facoltà di sospendere gli iter autorizzativi in corso, in capo a altre amministrazioni, “non rientra tuttavia tra i compiti della Regione”.
“Quanto sopra- sottolinea ancora Gazzolo- preme anche con particolare riferimento alle conseguenze che l’attuazione della norma in oggetto potrebbero determinare in relazione alle strategie di governo e gestione complessiva dei rifiuti prodotti in questa regione, già contenute nel Prgr, ferma restando la disponibilità a supportare per brevi periodi transitori le regioni attualmente in difficoltà, ma solo a fronte di impegni concreti dal punto di vista tecnico e economico finalizzati a risolvere in loco queste problematiche”.

“Dobbiamo prendere atto- replica Sassi– che la Regione non ha né la volontà, né i poteri per agire. Ci troviamo quindi in un limbo che non dà certezze, dove si subiscono le decisioni assunte dalle Province, mentre la Regione fa melina. È tuttavia evidente, almeno a noi, che è assolutamente necessario evitare la trasformazione e il potenziamento di questi impianti”.

(ac)

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