Potenziare le attività regionali di prevenzione delle aggressioni canine, prevedere percorsi educativi per i proprietari di cani e campagne di informazione sul tema. Lo prevede una risoluzione del Partito democratico a prima firma Lodovico Albasi e Valentina Ancarani approvata in Assemblea legislativa regionale con il voto favorevole della maggioranza di centrosinistra.
Sullo stesso tema, invece, la stessa maggioranza ha dato parere contrario alla proposta di legge alle Camere di Tommaso Fiazza (Lega) sulla richiesta di nuove norme per gestire i cani.
Le motivazioni che stanno alla base della risoluzione del Pd e della contrarietà alla proposta di legge alle Camere di Fiazza sono state espresse da Valentina Ancarani (Pd) per la quale la proposta della Lega sarebbe stata troppo concentrata sul concetto di “Save list”, quando invece si deve puntare sull’educazione dei proprietari dei cani. La decisione della maggioranza è stata commentata negativamente da Fiazza che si è detto dispiaciuto perché “il centrosinistra ha fatto perdere una occasione importante a tutta l’Emilia-Romagna solo perché la proposta è arrivata dall’opposizione e dalla Lega. Noi eravamo pronti a un confronto”. Il progetto di legge risale allo scorso autunno e chiedeva l’attivazione di un percorso di certificazione per i futuri proprietari volto a verificarne l’idoneità prima di adottare un cane appartenente a una tipologia complessa. Era inoltre previsto il divieto di riproduzione, vendita e cessione dei cani appartenenti alla “Save List” che contiene l’elenco delle razze potenzialmente pericolose, salvo quelli con pedigree e ceduti esclusivamente da allevatori con regolare autorizzazione sanitaria.
Il dibattito
Giancarlo Tagliaferri (FdI) ha criticato la scelta di non esaminare nel merito la proposta della Lega sostenendo che emerge un paradosso politico: “Da un lato si riconosce che le possibili aggressioni e la formazione dei proprietari sono temi centrali, dall’altro si decide che la proposta non debba nemmeno arrivare all’esame degli articoli. Nella risoluzione del Pd ci sono temi presenti anche nel progetto di legge proposto dal consigliere Fiazza. La questione vera è che esiste ancora difficoltà politica ad affrontare il tema delle tipologie canine che richiedono più attenzione nella gestione. La politica dovrebbe avere il coraggio di affrontare temi complessi evitando posizioni precostituite”.Lodovico Albasi (Pd) illustrando la risoluzione di cui è primo firmatario ha ricordato come la “Regione Emilia-Romagna abbia investito da tempo per garantire la corretta convivenza tra persone e animali, per il benessere di questi ultimi e la tutela della salute pubblica. Nel 2007 è stata varata una delibera che prevede la rieducazione dei cani a rischio aggressività. Come strumento di controllo c’è l’anagrafe canina. L’aumento dell’adesione libera alle attività formative è importante e l’obiettivo che la Regione deve porsi in è un possesso responsabile”.Per Marta Evangelisti (FdI) dal progetto di legge della Lega non traspare la volontà di demonizzare alcuna razza ma di introdurre strumenti di responsabilizzazione per chi detiene particolari tipologie di cani. “La proposta di Fiazza – ha spiegato – è equilibrata e non vieta indiscriminatamente il possesso di certe razze di cani ma chiede preparazione, consapevolezza e responsabilità per ridurre rischi di aggressioni e maltrattamenti. Ogni progetto di legge può essere emendato, ma non è accettabile che non possa avvenire nella sede dell’Assemblea legislativa. In questo modo passa l’idea che l’Assemblea valida solo le proposte della Giunta e impedisce il confronto all’opposizione. Quando i temi meritano ci dovrebbe essere leale collaborazione tra maggioranza e opposizione”.Per Ludovica Carla Ferrari (Pd) “il tema centrale non è legato alla razza quanto alla gestione e al comportamento della famiglia che accoglie l’animale. I patentini sono già previsti e ciò che serve sono i controlli perché purtroppo molti cani non sono ancora dotati di chip. La proposta di Fiazza non può essere affrontata in un’Assemblea regionale ma da norme nazionali. Servono anche investimenti per sostenere la rete sanitaria dei veterinari”. Pietro Vignali (FI) ha sottolineato come “il progetto di legge pone al centro il benessere animale e la tutela della collettività. Ritengo condivisibile il percorso formativo obbligatorio col rilascio del patentino, non come strumento formale, ma come strumento educativo anche per evitare stress all’animale. Questo progetto di legge offre una risposta normativa equilibrata, mette al centro il benessere animale, la formazione dei proprietari con l’obiettivo di evitare l’abbandono. È un errore sostituire il progetto di legge con una risoluzione che pone le stesse tematiche”.
(Lucia Paci e Luca Molinari)
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26 Maggio 2026



