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Aprile in Assemblea

Dalla legge sugli aeroporti all’inizio della discussione sul progetto di legge sull’adesione della Regione Emilia-Romagna all’Associazione Europea delle Vie Francigene. Le tappe del mese di aprile dell’Assemblea legislativa

Aeroporti regionali in rete per coordinare gli scali di Bologna, Rimini, Forlì e Parma: nel mese di aprile l’Assemblea legislativa ha approvato la proposta di legge per valorizzare i quattro aeroporti regionali e favorire i trasporti aereo e ferroviario per ridurre i tempi di trasporto e l’inquinamento. Un provvedimento strategico che mira a eliminare le sovrapposizioni fra gli scali, distribuire meglio il traffico passeggeri e potenziare l’attrattività internazionale del territorio. Il progetto di legge introduce una cornice organica di intervento sul settore e prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax). Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati. All’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli aeroporti, si affianca quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e perseguire la crescita del trasporto ferroviario delle merci.

La tutela e la promozione dell’ape autoctona italiana sono i capisaldi della nuova legge regionale sull’agricoltura approvata dall’Assemblea legislativa. Il provvedimento, nel complesso, prevede 12 milioni di euro nel prossimo triennio, con interventi per il sostegno ai comparti agricoli, zootecnici, della pesca e dell’acquacolturagià nel 2026 sono previsti 5,74 milioni di euro per investire sulle principali filiere; oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali (1,5 milioni di euro per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo); 640mila euro per la zootecnia (500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori); 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura (1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto).

Non ha invece potuto proseguire il suo iter la proposta di legge per il riconoscimento della figura professionale dell’onicotecnico: la maggioranza in Assemblea legislativa (Pd, Avs, Civici e M5s) ha votato per non esaminare gli articoli del progetto di legge presentato dalla capogruppo di FdI Marta Evangelisti Ad oggi l’attività di onicotecnico è compresa in quella di estetista: ma il comparto è ormai di fatto autonomo e il settore della ricostruzione unghie e della nail art è cresciuto moltissimo negli ultimi trent’anni, tanto da far emergere la necessità di regolamentare questa tipologia di professionalità e di servizi offerti, in primo luogo per tutelare la sicurezza sanitaria di operatori e clienti e per garantire la leale concorrenza sul mercato. La proposta nasceva dall’esigenza di regolamentare una professione ormai nei fatti autonoma che, secondo Evangelisti, avrebbe rappresentato anche un’importante occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile.

Approvata invece una risoluzione a firma delle forze di maggioranza Pd-Avs-M5s-Civici a prima firma di Ludovica Carla Ferrari (Pd) con la quale si chiede alla giunta di avviare un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria, finalizzato alla definizione di proposte di aggiornamento della normativa regionale in materia di attività del benessere e di monitorare e accompagnare l’iter del disegno di legge Ancorotti, al fine di garantire un tempestivo recepimento delle disposizioni nazionali una volta aggiornate.

È invece iniziata, in commissione Cultura, la discussione sul progetto di legge proposto dai gruppi di centrosinistra sull’adesione della Regione Emilia-Romagna all’Associazione Europea delle Vie Francigene per rafforzare la collaborazione istituzionale a livello europeo e internazionale, contribuendo alla definizione di strategie comuni di valorizzazione del percorso e alla promozione coordinata dei territori attraversati. La Via Francigena è un antico tracciato di pellegrinaggio che conduce dall’Europa Nord-Occidentale a Roma e poi verso Santa Maria di Leuca in direzione Gerusalemme. Il percorso attuale parte dall’Inghilterra e attraversa la Francia, la Svizzera e l’Italia, sino al cuore della cristianità e alla tomba di Pietro, per continuare poi verso i porti d’imbarco della Puglia. Sei tappe e alcune varianti storiche attraversano l’Emilia–Romagna per un totale di quasi 200 km, offrendo paesaggi, emozioni e comunità uniche. Dal fiume Po, con il suggestivo Guado di Sigerico, si attraversano i Comuni di Calendasco, Rottofreno, Piacenza, Pontenure, Cadeo, Fiorenzuola d’Arda e Alseno in Provincia di Piacenza. La provincia di Parma si apre con Fidenza e prosegue attraversando Noceto, Medesano, Fornovo di Taro, Terenzo e Berceto. La variante storica che parte da Parma, infine, attraversa il Comune di Collecchio e costeggia il Parco fluviale del Taro per poi ricongiungersi a Fornovo di Taro.

Trasferta, il 23 aprile scorso, per la commissione Giovani, scuola, formazione e Lavoro, presieduta da Maria Costi che all’Istituto Salesiano Beata Vergine di San Luca ha partecipato alla presentazione del Progetto Campus, un polo integrato dove istruzione superiore, formazione professionale (Cnos-Fap) e Istituti tecnici superiori (Its) collaborano fra loro con l’obiettivo di proporre un’offerta formativa più ricca e nuove strutture dedicate ai giovani del territorio bolognese per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto si colloca all’interno del sistema regionale di istruzione e formazione professionale. Costi ha sottolineato come “queste iniziative rafforzino l’attrattività complessiva del sistema Emilia-Romagna perché creano ambienti trasversali in cui studenti, docenti, ricercatori e imprese si possono incontrare e collaborare, generando nuove idee e opportunità”. Il Campus ospita scuole secondarie di primo grado (medie), istituti tecnici e professionali (meccanica, grafica e comunicazione) e un liceo economico sociale Comunicazione e New media. All’interno della struttura è in fase di sviluppo un Campus Its, focalizzato sul potenziamento del sistema formativo di alto livello in Emilia-Romagna, ed è attivo un progetto di didattica “iPad-based” che integra le metodologie tradizionali con le moderne tecnologie digitali.

(Lucia Paci)

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