Il testo base sulla riduzione dei costi della politica in Assemblea legislativa, presentato dai capigruppo di Pd e Sel e approvato all’unanimità, è stato in più parti emendato in commissione, e Giuseppe Boschini (Pd), relatore del progetto di legge, ne ha illustrato in Aula gli aspetti essenziali, riconoscendo il contributo di tutte le forze politiche. “La nuova legge consentirà di ridurre le spese e razionalizzare il funzionamento dei Gruppi, con procedure improntate alla semplificazione e alla massima trasparenza”, ha spiegato. Ne deriva “un serio contributo alla credibilità della politica”.
Circa 7,5 milioni di euro verranno risparmiati nel corso di questa legislatura, grazie alla riduzione dell’indennità di carica mensile dei consiglieri regionali e alla proporzionale riduzione delle indennità di funzione, all’eliminazione dell’indennità di fine mandato (che si aggiunge all’eliminazione del vitalizio stabilita nella scorsa legislatura), alla soppressione del fondo per le spese di funzionamento dei Gruppi. Boschini ha sottolineato come il dibattito in commissione abbia “consentito di arrivare a garantire un’adeguata dotazione di personale per i piccoli Gruppi (uno o due consiglieri), e al superamento della logica privatistica nella gestione dei bilanci e del personale dei Gruppi stessi”. Il consigliere Pd si è detto “rammaricato perché non è stato possibile introdurre norme per garantire un trattamento pensionistico ai consiglieri che prima di essere eletti non erano in una situazione che consentisse l’aspettativa dal lavoro”. Quanto all’intervento sui vitalizi pregressi, “sono fortissimi i rischi di contenzioso, dunque di procurare più danni che vantaggi alle finanze dell’Assemblea”, ha sostenuto.
Il relatore di minoranza, Matteo Rancan (Ln), ha voluto sottolineare le numerose modifiche al testo base introdotte dopo il confronto in commissione, a cominciare da quella che ha alzato il taglio delle indennità. Rancan ha tuttavia evidenziato “che il legislatore emiliano-romagnolo si è dovuto occupare ripetutamente di queste materie, a dimostrazione di errori di valutazione compiuti in un passato anche recente”; inoltre, ha ricordato il “grave ritardo con cui è stato preso in esame il progetto di legge d’iniziativa popolare, presentato nel 2012: occupandosene prima, si sarebbero ottenuti significativi risparmi per l’Assemblea”.
IL DIBATTITO IN AULA
Secondo Tommaso Foti (Fdi), il progetto di legge approvato “è un testo equilibrato e rappresenta l’atto fondamentale per dimostrarsi credibili agli occhi dei cittadini. Dare il buon esempio per quanto riguarda sobrietà e rigore è il primo dovere di chi ha rappresentanza politica. Ora occorre proseguire ridimensionando i costi della burocrazia- ha aggiunto Foti-, vale a dire tagliando il numero e le retribuzioni, in particolare i premi per la produttività, di direttori generali e dirigenti e razionalizzando società partecipate ed enti della Regione, spesso con consigli
d’amministrazione e organismi amministrativi pletorici e costosi”.
Giulia Gibertoni (M5s) ha rivendicato al Movimento 5 stelle il merito “di aver posto per primi, con un progetto di legge, la questione dei costi della politica. Il testo in esame è meno incisivo, la proposta di legge del nostro Gruppo prevedeva risparmi fino a 35 milioni di euro nell’intera legislatura, ma è un apprezzabile passo avanti”. Ha poi annunciato emendamenti per introdurre la retroattività dell’abolizione del vitalizio e la puntuale definizione della destinazione dei risparmi conseguiti in un fondo a favore delle piccole e micro imprese.
Per Massimiliano Pompignoli (Ln), la legge “è solo un primo passo. Ineludibile è la revisione del trattamento economico dei dirigenti e la razionalizzazione delle società partecipate”. In questa direzione ha annunciato un emendamento del suo Gruppo “per l’eliminazione dell’Associazione ex consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna e un prossima iniziativa per eliminare la Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, il cui costo annuo, stando ai dati in suo possesso, ammonta a 700 mila euro”.
Si è dichiarato soddisfatto della norma in fase di approvazione Piergiovanni Alleva (AltraER), giudicandola “aderente allo spirito del tempo”. Ha ammonito, però, “a non assecondare le derive qualunquiste di chi considera la politica solo come casta. In questa direzione- sempre secondo il capogruppo Altra ER-, l’abolizione del vitalizio senza la predisposizione di misure di previdenza integrativa è molto penalizzante per i consiglieri giovani che non sono in aspettativa dal lavoro”. Da rivedere, infine, “il criterio per l’assegnazione ai gruppi dei fondi destinati al personale”.
Igor Taruffi (Sel) ha definito la norma “indispensabile per riacquistare credibilità nei confronti della società regionale dopo il forte segnale dato alle forze politiche alle ultime elezioni. Il messaggio che viene dall’Aula è che la politica ha certo dei costi ma non ha più dei privilegi. Ora l’impegno dovrà essere dedicato con abnegazione a risolvere i problemi di cittadini e imprese. Sobrietà, serietà e impegno, grazie a questa legge, non sono più uno slogan ma un fatto”.
Secondo Paolo Calvano (Pd) la proposta di legge rappresenta “un segnale importante, perché evidenzia in modo inequivocabile la capacità della politica di rimettersi in gioco per recuperare credibilità e fiducia”. Quanto al tema dell’abolizione retroattiva dei vitalizi, ha ribadito “la disponibilità del Gruppo del Pd a rivedere la materia quando interverranno, a livello nazionale, elementi di certezza giuridica, al fine di evitare ricorsi e contenziosi”. Ma già ora, grazie alla nuova norma, cui si aggiungono le misure adottate dalla Giunta, “la Regione sarà la più virtuosa d’Italia”.
BONACCINI: “SIMBOLICO CHE SIA QUESTA LA PRIMA LEGGE APPROVATA NELLA LEGISLATURA. AVANTI SU QUESTA STRADA”
A conclusione del dibattito è intervenuto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini,che ha definito “un fatto assai significativo e anche simbolico che questa sia la prima legge approvata in questa legislatura. Si tratta di un punto di partenza, di una condizione necessaria ma non sufficiente: se la Regione non riuscirà a contribuire a far ripartire il lavoro e l’occupazione e a rinnovare il welfare, garantendo sicurezze agli emiliano-romagnoli, una legge come questa non basterà a colmare il fossato che separa i cittadini dalle istituzioni”. Auspicando un voto unanime, Bonaccini ha detto che questa legge “può rappresentare un segnale anche per le altre Regioni italiane”. Ha infine ricordato che la Giunta, poche settimane fa, è intervenuta “con forti risparmi nella spesa per le strutture, risparmi che sommati a quelli garantiti da questa nuova legge arrivano a 15 milioni in una legislatura, e senza concessioni alla demagogia, la Giunta intende proseguire in questa direzione”.
APPROVATO UN ORDINE DEL GIORNO BIPARTISAN – Approvato dall’Aula anche un ordine del giorno bipartisan – sottoscritto dai capigruppo Paolo Calvano (Pd), Igor Taruffi (Sel), Giulia Gibertoni (M5s), Alan Fabbri (Ln), Tommaso Foti (Fdi) e da Enrico Aimi (Fi)– che impegna la Giunta a istituire con i fondi risparmiati un capitolo di spesa finalizzato a sostenere il microcredito diretto al finanziamento, al sostegno e all’avvio di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa organizzata in forma individuale, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa o a promuovere l’inserimento di persone nel mercato del lavoro e politiche di legalità, qualità e sicurezza del lavoro. Il capitolo di spesa sarà appunto alimentato dalla riduzione dei costi attuata dall’Assemblea legislativa con l’approvazione di questa legge, nel corso dei cinque anni di legislatura.


