“Per l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna è un onore ospitarvi, ricordare i 100 anni della vostra associazione, nata per sanare le ferite della Prima Guerra Mondiale. Ricordare il Manifesto al Paese vuol dire rendere merito a chi, un secolo fa, capì che la Grande Guerra non era stata l’ultima di quelle risorgimentali “d’elite”, ma la prima delle guerre moderne: con effetti sui civili e con la necessità di sanare le ferite che esse lasciano nella popolazione, nel mondo del lavoro e dell’impresa, nel tessuto civile della nazione quando smettono di tuonare i cannoni”.
Con questo messaggio di saluto della presidente del parlamento regionale si è tenuto questa mattina a Bologna, nella sede dell’Assemblea legislativa, il convegno dell’associazione Mutilati e Invalidi di guerra che ha festeggiato il primo anniversario del “Manifesto al Paese”, ovvero l’atto fondativo dell’associazione che rifletteva sugli orrori della Prima guerra mondiale e su come ricucire l’Italia dilaniata da 4 anni di conflitto.
Di fronte ad una nutrita pattuglia di mutilati e invalidi di guerra provenienti da tutta la regione, il commendatore Giorgio Pancaldi, presidente Anmig di Ferrara, ha voluto ringraziare la presidente e l’istituzione regionale: “Abbiamo trovato nella presidente dell’Assemblea legislativa un grande riconoscimento della nostra storia, dei nostri valori e del nostro ruolo nella storia d’Italia”. Parole simili da Mariella Poli dell’Anmig di Reggio Emilia e dal presidente nazionale Anmig Claudio Betti che ha ripercorso le tappe fondamentali di questi 100 anni di attività e sottolineato l’attualità del messaggio universale del “Manifesto al Paese”.



