“La direttiva Ue 2014/59 e quella nazionale che disciplinano il cosiddetto ‘bail in’, cioè il salvataggio interno della singola banca deve essere rivista”. Lo chiede Tommaso Foti (Fdi-An) che in una risoluzione invita la Giunta regionale a intervenire al più presto presso l’Unione europea, il Governo e il Parlamento.
Secondo Foti la normativa fa pagare il costo del salvataggio della banca ai suoi azionisti, ai suoi obbligazionisti e a tutti i suoi creditori, nonché ai titolari di depositi bancari superiori ai 100.000 euro. “Nei fatti, dunque, il salvataggio della singola banca deve avvenire senza alcun intervento finanziario del settore pubblico, salvo casi eccezionali, e così pure delle altre banche e di altre istituzioni del sistema bancario, Bce e Banca d’Italia comprese”.
A sostegno del ‘bail in’ si afferma che le banche sono organismi che offrono servizi essenziali ai privati e, quindi, vanno comunque salvate dai pubblici poteri. Ma, come afferma Foti, questo non avviene attraverso finanziamenti pubblici che graverebbero sui contribuenti, bensì trasferendo il costo del salvataggio sui privati, imponendo loro gli oneri del soccorso.
Il consigliere sottolinea inoltre come la crisi finanziaria di questi anni sia stata provocata soprattutto da bolle speculative, “frutto di disinvolte e avventurose iniziative del sistema finanziario”. Secondo Foti, la Bce e le banche centrali nazionali avrebbero dovuto esercitare sul sistema finanziario controlli e più attenta vigilanza. “Le banche svolgono un servizio essenziale alle comunità civili e per questo meritevole di tutela pubblica che va rivolta in particolare al risparmio dei correntisti e piccoli imprenditori; consistenti aiuti finanziari sono già stati concessi, nel recente passato, alle banche in difficoltà, non solo italiane: non concederli ora significa arrecare disagio alle banche che attualmente si trovano in difficoltà”.
“Prima di introdurre il ‘bail in’ si sarebbe dovuto prevedere obbligatoriamente il recupero di tutti i crediti, compresi quelli in sofferenza” afferma Foti, sollevando dubbi sulla sua legittimità costituzionale in riferimento agli obbligazionisti e ai titolari di depositi in conto corrente.



