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La commissione Bilancio approva il Documento economico e finanziario regionale

La ripresa post Covid ha numeri superiori alla media italiana. Preoccupa, invece, l’effetto dell’alluvione sull’economia regionale

La priorità è la ricostruzione post-alluvione, la grande preoccupazione è la tenuta dei conti della sanità. Le sfide si chiamano innovazione tecnologica, internazionalizzazione, potenziamento del trasporto pubblico, elettrificazione di nuove linee, sostegno al mondo agricolo, cura del territorio, forestazione dell’Appennino e potenziamento delle vie d’acqua, a partire dal Po.

Disco verde della commissione Bilancio al Documento economico e finanziario regionale, il testo che contiene le linee guida per il Bilancio di previsione 2024 e da cui si evince come l’Emilia-Romagna abbia reagito meglio del resto d’Italia nella fase di ripresa post Covid: Pil oltre la media nazionale, esportazioni pari a 70 miliardi, tasso di disoccupazione in calo al 4,1% nel 2023. Si riscontra, però, una preoccupazione elevata per le conseguenze dell’alluvione di maggio. La riunione della commissione è stata anche l’occasione per i consiglieri di presentare i loro emendamenti.

Nel merito, le voci e i numeri più rilevanti del Defr riguardano il potenziamento del trasporto ferroviario, l’elettrificazione della tratta Ferrara-Codigoro, il sostegno a un settore come quello delle ferrovie che ha visto un aumento dell’80% dei passeggeri grazie agli investimenti fatti negli ultimi 8 anni. La riqualificazione dell’alveo del Po e il sostegno all’idrovia ferrarese, per un investimento di oltre 9 miliardi (tra fondi regionali e di altra provenienza) e l’acquisto di autobus a idrogeno verde. Inoltre, il sostegno alle vie d’acqua con investimenti sul porto di Ravenna, di cui si vuole aumentare la collaborazione con gli aeroporti dell’Emilia-Romagna, e abbonamenti gratis per gli studenti (nel 2022 ci sono stati 240mila abbonamenti al traporto pubblico locale). Poi ancora: 49 milioni di euro di investimenti per l’economia circolare e 32 milioni per le bonifiche da amianto. Il sostegno alla rete commerciale con interventi di 378 milioni complessivi nel 2024, la tutela della montagna per la cura del territorio, la forestazione e il contrasto al dissesto idrogeologico. Il Patto per la casa per sostenere l’edilizia residenziale pubblica attraverso la riqualificazione di appartamenti sfitti con investimenti pari a 500mila euro. Oltre 6 milioni (che si sommano ai 15 milioni già stanziati) per l’agricoltura colpita dall’alluvione di maggio, 19 milioni di euro per il risparmio idrico, 8 milioni di euro per l’innovazione nel settore agricolo, oltre 1,7 milioni per il contrasto ai danni provocati dalla fauna selvatica o loro rimborso. Per finire, l’impegno per l’internazionalizzazione delle imprese di tutti i settori, la transizione ecologica, l’impegno per strumenti di sostegno alle imprese per una manifattura 2030 pienamente sostenibile.

“Gli obiettivi del Documento di Programmazione sono stati previsti mettendo al centro l’emergenza e la ricostruzione della Romagna e delle aree appenniniche a seguito degli eventi alluvionali di maggio, eventi eccezionali per quantità di acqua caduta in poco tempo, dopo una siccità senza precedenti” spiega la relatrice di maggioranza Palma Costi (Pd). “Una ricostruzione urgente – rimarca la dem – che ad oggi non ha visto risorse e strumenti sufficienti da parte del governo per fronteggiare i 9 miliardi di danni certificati tra opere pubbliche e danni a cittadini e imprese. Sono forti, inoltre, le preoccupazioni anche per la mancanza delle risorse necessarie per la sanità pubblica regionale e per il personale sanitario, che attende il rinnovo dei contratti e, nel frattempo, sceglie il privato. Rimane prioritario attuare gli obiettivi del PNRR per una sanità territoriale efficiente e sostenibile ma servono risorse adeguate per assicurare il personale necessario. Pur con queste incertezze la Regione, con il DEFR, orienta la programmazione al fine di procedere con la transizione ecologica e il contrasto al cambiamento climatico, a cui sono destinati investimenti per 24 milioni, una priorità politica concepita come motore di crescita, di creazione di posti di lavoro e come presupposto ineludibile per un ambiente salutare e un territorio sicuro”.

Per il relatore di minoranza Massimiliano Pompignoli (Lega) “occorre che sul comparto della Sanità, che occupa gran parte di questo Defr, si facciano ragionamenti partendo dai rilievi che la Corte dei Conti ha fatto sulle risorse che la Regione ha stanziato per ripianare i debiti delle Ausl”.

Daniele Marchetti (Lega) avanza numerose critiche in ambito sanità: “Serve -spiega- una riforma strutturale del sistema sanitario perché bisogna fare scelte nette. Da più parti viene indicato come il nostro sistema sanitario sia in difficoltà. Nel Defr non parlate dei Centri assistenza urgenze (Cau) eppure ce li presentante come fossero la riforma del secolo”. Marchetti sottolinea anche come “sia necessario creare la rete regionale per la prevenzione sanitaria, dato che ci risulta si stia escludendo il terzo settore, scelta che va assolutamente evitata”.

“Serve una legge sul clima entro il 2024. Quanto avvenuto con l’alluvione ci conferma che è necessario andare in questa direzione”, spiega Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) presentando tre emendamenti in tal senso.

(Luca Molinari)

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