Parità, diritti e partecipazione

Pd, Civici: “Estendere l’aliquota agevolata della cedolare secca al 10% anche alle aree montane e interne”

Nella risoluzione a prima firma di Alice Parma (Pd), si chiede alla Giunta di attivarsi, nelle sedi nazionali, affinché venga disposta una modifica della normativa per estendere l’aliquota agevolata della cedolare secca al 10% anche ai contratti a canone concordato stipulati nelle aree interne e montane

La Giunta si attivi, nei confronti del governo nazionale, affinché venga disposta una modifica della normativa nazionale per estendere l’aliquota agevolata della cedolare secca al 10% anche ai contratti a canone concordato stipulati nelle aree interne e montane, oggi penalizzate da una disciplina che ne limita l’applicazione ai soli comuni ad alta densità abitativa.

È l’impegno, sollecitato alla giunta regionale, contenuto nella risoluzione di Pd-Civici a prima firma di Alice Parma (Pd) e sottoscritta anche dai colleghi di gruppo assembleare Gian Carlo Muzzarelli, Andrea Costa, Elena Carletti, Paolo Calvano, Eleonora Proni, Barbara Lori, Valentina Ancarani, Fabrizio Castellari, Luca Sabattini, Matteo Daffadà, Maria Costi, Marcella Zappaterra e da Vincenzo Paldino (Civici). 

L’iniziativa nasce dall’analisi delle criticità che colpiscono i territori più fragili, come quelli della Valmarecchia, nel riminese, dove l’elevato numero di immobili sfitti e la difficoltà di accesso alla casa alimentano il fenomeno dello spopolamento.

“Il diritto all’abitare costituisce un elemento essenziale per la dignità della persona e per l’effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza – spiega Parma – e le politiche abitative rappresentano uno strumento strategico per garantire coesione sociale, sostenere le famiglie e favorire lo sviluppo equilibrato dei territori”. Nello specifico, ricorda Parma, “nel territorio della Valmarecchia, in provincia di Rimini, l’Unione dei Comuni ha attuato il Patto per la cas, attraverso strumenti concreti quali garanzie per i proprietari contro morosità e danni, contributi economici a favore delle famiglie e promozione dei contratti a canone concordato”.

“L’attuale disciplina della cedolare secca agevolata – va avanti la consigliera – non valorizza pienamente i territori montani e le aree interne, potendo essere applicata, al momento, solo a due comuni dell’Unione, quelli ad alta densità abitativa. Nemmeno viene garantita, dalla norma nazionale, un’applicazione uniforme delle agevolazioni già previste, come nel caso dei comuni colpiti da eventi calamitosi, presenti nell’Unione”.

Da qui la risoluzione rivolta alla Giunta alla quale si chiede di sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, il riconoscimento delle specificità delle aree interne e montane nell’ambito delle politiche fiscali abitative e dunque l’estensione dell’aliquota agevolata anche a queste aree.

Inoltre, si chiede all’esecutivo regionale di attivarsi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, anche a livello regionale, affinché siano fornite indicazioni uniformi per la corretta applicazione dell’aliquota agevolata della cedolare secca al 10% nei comuni colpiti da eventi calamitosi. Infine, sempre alla Giunta viene chiesto l’impegno a sollecitare l’effettiva applicazione delle agevolazioni fiscali previste per i territori colpiti da eventi sismici, alluvionali e da dissesto idrogeologico e a valutare ulteriori misure regionali di incentivazione per favorire la locazione a canone concordato nei territori a rischio spopolamento.

(Brigida Miranda)

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