La commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, ha concluso l’esame del progetto di legge “Istituzione della Guida dei ristoranti tipici dell’Emilia-Romagna”, presentato da Tommaso Foti (Fdi), che ne è anche relatore, registrando il parere negativo della maggioranza. La parola sul testo passa ora all’Aula.
La proposta di legge, ha spiegato Foti, “ha lo scopo di valorizzare la ristorazione tradizionale e l’enogastronomia emiliano-romagnola attraverso la promozione dei ristoranti tipici che si caratterizzano per la riproposizione di piatti e prodotti legati al territorio”. Si prevede, infatti, sottolinea il capogruppo Fdi, “l’istituzione della ‘Guida dei ristoranti tipici dell’Emilia-Romagna’, nella quale verranno inseriti, con tanto di marchio, gli esercizi pubblici (ristoranti, trattorie, osterie, locande) che ne faranno richiesta e che saranno in possesso dei requisiti stabiliti da un apposito Regolamento approvato dalla Giunta regionale”.
Francesca Marchetti e Gian Luigi Molinari (Pd), pur apprezzando “lo spirito e la finalità della proposta”, hanno espresso “dubbi sull’efficacia dello strumento legislativo, sia per la difficoltà di definire la tipicità di piatti e ricette e di strutturare efficaci sistemi di controllo e sanzione, sia per la necessità di accompagnare una siffatta legge con un’ingente campagna di marketing”. Meglio, allora, propongono i consiglieri, “lavorare su base volontaristica con le associazioni del settore per giungere alla definizione di una sorta di decalogo, anche perché la qualità è premiata dal mercato e non dalle classificazioni”.
Foti ha replicato che “di fronte alla proliferazione di marchi che alludono spesso ad improbabili tipicità, la soluzione per tutelare il consumatore è la definizione di un marchio regionale, la richiesta del quale, peraltro, verificato il possesso dei requisiti, è su base volontaria”.
Gabriele Delmonte (Ln) ha espresso condivisione per il progetto di legge, “il cui impianto lascia piena libertà di adesione ai soggetti interessati e ampi margini alla Giunta per definire criteri e parametri appropriati”.
Andrea Bertani (M5s) ha richiamato l’esperienza della Regione Sardegna, “che si è dotata, tramite legge, di un marchio di tipicità di cui possono fregiarsi i ristoranti del territorio”, invitando “a valutarne funzionamento e risultati”.
(lg)


