Valorizzare i piccoli borghi per promuovere il turismo, la cura del territorio e la cultura emiliano-romagnola. Ieri, nel corso della commissione Politiche economiche, presieduta da Luca Giovanni Quintavalla, rappresentanti del mondo del turismo, associazioni ed enti, hanno commentato la proposta di legge di Alessandro Aragona (FdI) il cui obiettivo è quello di rivitalizzare i borghi del territorio e realizzare un “cammino” interregionale dedicato a San Francesco, seguendo le orme di quanto già fatto dalla Regione Marche negli anni scorsi.
Dall’Apt agli enti di Destinazione turistica delle varie province della regione, passando per le realtà che riuniscono i fan dei percorsi a piedi e in bicicletta, il messaggio è stato univoco: che siano i piccoli centri al confine con la Lombardia o quelli dell’Appennino tosco-emiliano e romagnolo, i borghi sono scrigni di storia e arte da valorizzare e promuovere, mettendoli in rete e facendoli vivere con eventi e iniziative legate al territorio e ai suoi prodotti, che siano enogastronomici o culturali.
Tra le proposte del progetto di legge di Aragona spiccano tre iniziative: ‘Borgo Resiliente’, finalizzato alla riqualificazione, valorizzazione e rivitalizzazione dei borghi storici e delle case cantoniere, ‘Albergo Polis’, che vuole promuovere un turismo diffuso e sostenibile, e ‘Residenze di Vantaggio’ che punta a recuperare e valorizzare gli edifici di pregio storico-artistico per promuovere il contrasto allo spopolamento e incentivare la residenzialità permanente di giovani famiglie, lavoratori e operatori culturali.
“Vogliamo valorizzare e far tornare a vivere i borghi dell’Emilia-Romagna, veri e propri scrigni di bellezza ricchi di potenzialità per il turismo e il lavoro, che però soffrono gli effetti dello spopolamento, del degrado edilizio e della perdita di attività sociale ed economica. Obiettivo da raggiungere anche realizzando un cammino interregionale dedicato a San Francesco, attraverso convenzioni con diocesi della Chiesa cattolica e altre confessioni religiose”, spiega Aragona che ricorda come “sul modello di quanto ha fatto la Regione Marche questa legge vuole dare una risposta strutturata a un problema che non possiamo più ignorare. L’Emilia-Romagna deve tornare a investire sui piccoli paesini, per costruire nuove opportunità per chi vuole vivere, lavorare, creare e innovare nei territori e per questo serve un cambio di passo. Il progetto di legge è frutto di un lavoro di ascolto sul campo: amministratori, imprese, comunità locali, giovani, che ha permesso di costruire un modello di sviluppo rispettoso dei luoghi e delle persone che li abitano. L’obiettivo è trasformare questi centri, rendendoli dinamici, connessi, vivi, inclusivi e attrattivi per giovani famiglie, lavoratori e turisti. Con questo progetto di legge diamo una cornice organica agli interventi sui borghi, oggi frammentati e insufficienti”.
L’assessora regionale al Turismo Roberta Frisoni, intervenuta in commissione, da un lato ha ricordato come la valorizzazione dei borghi sia un modo per aiutare lo sviluppo del territorio, specie nelle aree più fragili come l’Appennino e le aree interne, dall’altro ha invitato a scelte ponderate per non correre il rischio di interventi troppo settoriali.
La parola alle associazioni e alle parti sociali
Emanuele Burioni, direttore di Apt-Azienda di promozione turistica ha spiegato: “Stiamo lavorando per creare nuove opportunità per i nostri territori: i nostri borghi storici sono uno dei pilastri nella nostra promozione turistica visto che tengono insieme percorsi culturali e storici e tradizioni enogastronomiche”. Sulla stessa linea Chiara Astolfi, direttrice Destinazione turistica Romagna, e Andrea Bandini, presidente della Pro Loco Terra del Sole. Astolfi ha ricordato “l’impegno per lo sviluppo territoriale, in primo luogo con la realizzazione di eventi che mettano in rete le diverse aree della Romagna: puntiamo a progetti condivisi con tutti i soggetti interessati dal mondo del turismo”, mentre per Bandini è prioritario investire su attività a carattere storico: penso a quello che facciamo a Castrocaro dove promoviamo la conoscenza della nostra cittadina, a partire dal suo centro storico rinascimentale”
Quando dalla Romagna si passa all’Emilia la musica non cambia, come confermato dalle parole di Michelangelo Stanzani, direttore Territorio turistico Bologna-Modena, e di Pierangelo Romersi, direttore Destinazione turistica Emilia. Per Stanzani “è importante proporre prodotti turistici che partano dalle esperienze che si possono fare sul territorio: anche per noi è importante mettere in rete le diverse offerte turistiche perché solo uniti si cresce tutti”, mentre Romersi ricorda che “dobbiamo valorizzare borghi e cammini storici, legando questi ultimi a eventi come festival tematici: dove queste cose le abbiamo fatte abbiamo registrato un aumento delle presenze di turisti”.
Dal canto suo Guglielmo Garagnani, presidente Associazione dimore storiche, sottolinea come sia “importante investire sui borghi storici delle aree interne facendo di questo una leva per il turismo. La nostra esperienza invita a valorizzare anche le dimore storiche vincolate anche come strumento di valorizzazioni di alcune filiere lavorative come quella dei restauratori”, mentre per Federica Ghinelli, dell’associazione Appennino bike tour, “è importante andare incontro alle esigenze dei piccoli Comuni che hanno tante eccellenze: dobbiamo essere al loro fianco per fare in modo che possano valorizzarle”.
Tutto incentrato sul tema “cammini”, l’intervento di Michele Facci, dell’associazione Passi sicuri, per il quale “stiamo vivendo un periodo caratterizzato dalla riscoperta del turismo di prossimità: dobbiamo però avere ben presente che questo tipo di turismo ha delle nuove esigenze e dobbiamo trovare le risposte: chi fa i ‘cammini’ vuole un’esperienza tutta a contatto con la natura, vuole scoprire cosa il territorio ha da offrire e per questo servono da un lato servizi specifici, dall’altro attività che facciano conoscere i prodotti tipici del territorio”.
(Cristian Casali)



