Aeroporti regionali in rete per aumentare l’attrattività dell’Emilia-Romagna. Maggiore connessione tra trasporto aereo con quello ferroviario e fluviale per ridurre l’inquinamento e velocizzare i collegamenti. Prosegue in commissione Territorio presieduta da Paolo Burani la discussione sul progetto di legge della giunta sugli aeroporti: per il centrosinistra si tratta di una proposta che rafforza l’intero sistema regionale, puntando sulla valorizzazione delle specificità di ogni singolo aeroporto, mentre per il centrodestra non sono chiare le modalità di applicazione della norma. Maggioranza e opposizione concordano sulla necessità di diversificare l’attività dei singoli scali per favorirne l’integrazione, tenendo conto delle specificità dei territori e della vocazione degli scali stessi.
Per il relatore di maggioranza Andrea Massari (Pd) quello proposto dalla giunta è un progetto di legge che da un lato fa crescere i piccoli aeroporti e dall’altro, insieme a Bologna, permette di creare un piano complessivo regionale, mentre per il relatore di minoranza Francesco Sassone (FdI) nella proposta della giunta mancherebbe una visione complessiva e non ci sarebbe sufficiente chiarezza su tempi, risorse e modalità degli interventi che la Regione vuole realizzare. Sassone ha anche chiesto come la Regione voglia gestire gli aeroporti con un traffico stagionale come, ad esempio, quello di Rimini, che hanno molti turisti in estate e molti meno nel resto dell’anno.
Nei giorni scorsi parti sociali e enti locali hanno avuto modo di esprimere il proprio parere sulla proposta di legge nel corso delle commissioni Territorio e Politiche economiche riunite congiuntamente: industriali, cooperative, sindacati confederali ed enti locali hanno espresso apprezzamento per il provvedimento, mentre Cna ha chiesto maggiore concertazione e il sindacato di base Usb ha bocciato il progetto di legge perché ritenuto legato a un modello di sviluppo superato. Nell’incontro è stata condivisa la necessità di aumentare le risorse annuali stanziate al fine di concretizzare gli obiettivi contenuti nella proposta di legge.
La parola ai consiglieri regionali
Priamo Bocchi (FdI) ha ricordato come “l’aeroporto di Parma sia una delle realtà che più sta soffrendo e questo progetto di legge è un primo passo nella direzione necessaria per poter ripartire, anche se le risorse finanziarie previste dalla proposta di legge sono esigue. Il cuore del provvedimento è l’eliminazione della council tax grazie alla concertazione con il governo centrale. I quattro aeroporti emiliano-romagnoli possono coesistere in una rete efficiente con dinamiche che devono essere guidate da logiche di mercato: ogni infrastruttura dovrà trovare la propria vocazione a partire dalla necessità di far assumere a Bologna una dimensione intercontinentale. Anche lo sviluppo del trasporto su ferro è necessario per intercettare i corridoi di scambio delle merci, che vedono anche i porti inseriti nella logistica intermodale”.
Per Alice Parma (Pd) “nei confronti della Regione c’è una responsabilità un po’ tropo ampia: ci piacerebbe mettere più soldi ma iniziamo a doverci far carico di una domanda di risorse per la mobilità integrata che inizia ad essere corposa per la nostra realtà. Bene la strada della rete associata dei quattro aeroporti ma è importante una visione di unità che consenta di fare un passaggio comune per un posizionamento nazionale e internazionale. L’intermodalità sarà fondamentale per capire come stiamo investendo in un progetto di mobilità che ci fa fare un passaggio in avanti”.
Elena Ugolini (Rete Civica) ha evidenziato la necessità di “avere chiara la visione generale dello sviluppo turistico, economico e del piano dei trasporti che diventa fondamentale per la regione, cercando di capire dai territori quali possono essere le leve per la crescita. Le scelte sui trasporti incidono sullo sviluppo dei territori per cui occorre una visione attenta sulle specificità dei territori di ogni aeroporto. Per tutti c’è un margine di sviluppo importante cui si deve accostare un uso attento delle risorse del bilancio regionale. Il provvedimento dovrebbe inserirsi nel Piano regionale integrato dei trasporti e nella legge urbanistica “.
“Siamo contenti che sia stata abolita la council tax sui piccoli aeroporti: ora bisogna prevedere che questa tassa regionale venga pagata per scaglioni, ovvero che fino a 700mila passeggeri non venga pagata. Occorre diversificare l’attività di Forlì e Rimini, favorendo l’internazionalizzazione dello scalo di Rimini di cui va rafforzato il legame con San Marino. Bisogna evitare che chi ha bilanci in attività finisca per contribuire al ripiano di chi ha continuato in rosso: allo stesso tempo le compagnie aeree devono contribuire alla vita degli scali”, spiega Nicola Marcello (FdI).
“Sì tratta di una sfida centrale del nostro lavoro, una vera politica industriale per rendere sempre più attrattivo il nostro territorio “, sottolinea Simona Lembi (Pd) che ribadisce “la centralità dell’aeroporto di Bologna, vediamo cosa la Regione propone per rafforzare il Marconi. Occorre avere chiara l’importanza della tutela del numero e della qualità dei posti di lavoro del settore”.
“I due pilastri di questa legge, ovvero aeroporti e mobilità sostenibile, stanno bene insieme: è giusto rendere attraenti gli aeroporti a partire dalla loro accessibilità che va favorita, spiega Lorenzo Casadei (M5 Stelle).
Per Vincenzo Paldino (Civici) “la prima priorità è mettere al servizio del turismo il nostro sistema aeroportuale e come secondo obiettivo la finalità di creare un sistema finalmente integrato. Questa norma pone le basi per un lavoro che va continuato con il Prit. Negli aeroporti minori dobbiamo puntare sull’attrattività per continuare a incentivare ritorni economici per i territori”.
Per Luca Pestelli (FdI) “la valorizzazione dei nostri scali non deve essere proposta con una logica competitiva ma con reali prospettive di collaborazione e questo pdl non sostiene, in quest’ottica, gli aeroporti minori. Manca una vera strategia sulla gestione degli arrivi oltre a un marketing territoriale per l’incoming turistico. Avere quattro aeroporti è una risorsa e dobbiamo coordinare queste infrastrutture uscendo dalla logica concorrenziale. Forlì è un’eccellenza per ciò che riguarda la formazione in ambito aeronautico e può avere un ruolo per le operazioni di Protezione civile ma prima di individuare queste specificità occorre capire che direzione vogliamo prendere il sistema aeroportuale nel suo complesso. Questa legge al momento non lo fa”.
Daniele Valbonesi (Pd) ha sottolineato: “L’ingresso nel nostro mercato di player stranieri nel campo dell’alta velocità e un mercato aeroportuale in crescita sono aspetti che ci fanno capire l’importanza di questa legge per i nostri territori. A lungo termine si potrà dare sempre più spazio a un mercato in crescita. Molti auspicano che la Regione dovrebbe essere più protagonista sugli aeroporti ma non può e non deve farlo: è giusto ci si muova alle condizioni permesse dalla legislazione attuale”.
“Sì tratta di una legge che ha obiettivi giusti, ma non è sufficientemente innovativa: serve un salto di qualità soprattutto per quanto riguarda Parma che non può essere solo uno scalo merci, per questo la Regione fa bene a investire sull’aeroporto di Parma, ma servono più risorse rispetto a quelle previste”, spiega Tommaso Fiazza (Lega).
Alle osservazioni dei consiglieri regionali ha risposto l’assessora Irene Priolo che si è detta disponibile a ragionare nel merito delle richieste e ha ribadito l’efficacia della proposta di legge: “Questo è un provvedimento coraggioso perché poniamo le basi per un sistema regionale”.
Cosa prevede la proposta di legge
Il progetto di legge introduce una cornice organica di intervento sul settore e prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax. La proposta della Giunta prevede, in particolare, di incrementare il flusso turistico degli aeroporti minori (ovvero quelli con un traffico inferiore a 700mila passeggeri all’anno). A tal fine viene data attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 che hanno stabilito la disapplicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax) negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma e di attivare interventi nel settore del trasporto delle merci in coerenza con gli obiettivi indicati dalla programmazione nazionale e regionale. Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati. Il progetto di legge avrà come punto di forza l’istituzione di una cabina di regia per avere una visione di sistema su scala regionale e garantire l’efficacia delle strategie di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli scali aeroportuali: Parma, Bologna, Forlì e Rimini. La cabina di regia sarà composta da Regione, Comuni sedi di aeroporti, Azienda di promozione turistica regionale, Unioncamere Emilia-Romagna, gestori aeroportuali, inoltre potrà essere integrata anche con la partecipazione dei rappresentanti di ministero dei Trasporti, Enac ed Enav (previo accordo con lo Stato), nonché con altri soggetti pubblici interessati. All’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli aeroporti, si affianca quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e perseguire la crescita del trasporto ferroviario delle merci. A tal fine la Regione incentiverà l’avvio e la realizzazione di servizi di trasporto ferroviario intermodale, di trasporto fluviale e fluvio-marittimo e potrà concedere contributi nel limite massimo di 4milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax, istituendo appositi capitoli di bilancio.
(Lucia Paci e Luca Molinari)


