Proroga dell’attuale Piano faunistico venatorio fino all’approvazione del nuovo piano, la cui discussione è iniziata la scorsa settimana. Lo prevedono due emendamenti, approvati a maggioranza, alla proposta di legge regionale sull’agricoltura proposto dalla giunta e approvato oggi dalla commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla. Con i voti a favore del centrosinistra e l’astensione del centrodestra, invece, la commissione ha approvato l’intera proposta di legge che passa così alla discussione e al voto finale dell’Assemblea legislativa.
La decisione di prorogare il Piano faunistico venatorio attraverso due emendamenti è stata criticata da Fratelli d’Italia che per bocca di Marta Evangelisti, Priamo Bocchi e Fausto Gianella hanno parlato di una scelta irrituale e non suffragata da un parere tecnico-legislativo. Per questo motivo FdI e Rete civica non hanno partecipato al voto degli emendamenti. Posizione a cui ha replicato Paolo Calvano (Pd) sostenendo la bontà della scelta fatta, che così garantisce continuità al piano faunistico con conseguenti benefici.
La nuova legge prevede oltre 12 milioni di euro per interventi a sostegno di imprese agricole, zootecniche e ittiche e l’aggiornamento delle norme sull’apicoltura per tutelare l’ape italiana e l’intero settore. Oltre alla proroga del piano faunistico venatorio, la commissione ha approvato anche altri emendamenti fra cui quello di Marco Mastacchi (Rete civica), subemendato da Nicolò Bosi (Pd), per estendere i finanziamenti attualmente previsti per le valli anche ai canali sub-lagunari di Comacchio e alle aree interne, e quello di Fausto Gianella (FdI) per potenziare il controllo dell’Assemblea legislativa sull’applicazione della nuova legge.
Cosa prevede la nuova legge e la posizione delle parti sociali
Scorrendo il progetto di legge si vede che a fronte di un impegno di spesa totale di 12 milioni di euro, già nel 2026 sono disponibili 5,7 milioni di euro per le principali filiere: oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali (1,5 milioni di euro per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo); 640mila euro per la zootecnia (500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori); 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura (1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto).
Notevole l’intervento sull’apicoltura, settore a cui viene riconosciuto un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità. Il progetto di legge prevede rilevanti modifiche alla legge regionale del 2019 sull’apicoltura: le novità mirano ad adeguare la normativa regionale al nuovo quadro nazionale sui sistemi di identificazione e registrazione, a rafforzare la tutela dell’Apis mellifera ligustica, l’ape autoctona italiana, e a semplificare complessivamente l’impianto normativo. In particolare vi è una definizione aggiornata di apiario in stato di abbandono; il divieto di nomadismo nelle zone di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica; l’allineamento al piano nazionale dei controlli sanitari; un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il meccanismo della diffida. Queste novità recepiscono le richieste pervenute dalle associazioni di settore all’interno del tavolo apistico regionale. È inoltre previsto il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studi, diffusione di conoscenze scientifiche e servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.
Nel corso del dibattito in commissione, il progetto di legge è stato anche oggetto del parere delle associazioni di categoria: a favore si sono espressi i rappresentanti di Coldiretti, Legacoop Estense, Agricoltori Italiani, Conapi, Federpesca e le associazioni dei pescatori del Delte del Po e di Cesenatico, mentre l’Associazione Allevatori Bovini di Razza Reggiana e Agricoltori Attivi Italiani hanno chiesto la massima attenzione sulle modalità di utilizzo delle risorse stanziate in modo che non ci siano fondi regionali sottoutilizzati.
(Luca Molinari)


