Sostegno dal centrosinistra che parla di un provvedimento che mette ordine nel mondo agricolo accogliendone le richieste e dando sostegno a una settore fondamentale per l’economia regionale, apprezzamento dal centrodestra che però sottolinea come si potesse e dovesse fare di più chiedendo di dare maggiori risposte su temi chiave come l’acquacoltura e il contrasto al granchio blu.
Prosegue, in commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla, la discussione sul progetto di legge della giunta a sostegno dell’agricoltura: un provvedimento da oltre 12 milioni di euro che prevede interventi per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche e l’aggiornamento delle norme sull’apicoltura per tutelare l’ape italiana e l’intero settore.
A presentare il testo sono stati i due relatori: Niccolò Bosi (Pd) per la maggioranza e Fausto Gianella (FdI) per la minoranza. Bosi ha ribadito la bontà del progetto, sottolineando come interessi numerosi settori e filiere, dalla barbabietola dalla zootecnica, passando per acquacoltura come il contrasto al granchio blu e apicoltura: “Rendiamo strutturali gli interventi per dare certezze agli operatori del settore. Poi, ci sono le norme a tutela delle api e a sostegno dell’apicoltura: sono un doppio investimento perché non solo sostengono l’aspetto economico del comparto, ma sappiamo tutti che le api hanno un grande valore per il mantenimento e lo sviluppo della biodiversità del nostro territorio”, spiega Bosi. Concorda sull’importanza della tutela delle api anche Gianella che ricorda: “C’è una famosa frase che dice che quando non ci saranno più le api non ci sarà più vita sulla terra. Dobbiamo tutelare i cittadini dall’arrivo di miele dall’estero di dubbia produzione che forse non è nemmeno miele, ma prodotto in modo sintetico. Rischia di colpire il nostro mercato e danneggiare i cittadini. Nel complesso della legge concordo sulla necessità di strutturare gli interventi a sostegno del settore, ma proprio per questo ci dobbiamo interrogarci sul perché abbiamo dovuto fare una legge così, sul perché agricoltori e acquacoltori hanno bisogno di aiuti e leggi a sostegno: ci sono intere colture, come il riso, o vicende come quelle del granchio blu, a rischio per via dell’invasione di specie non autoctone. Bene gli aiuti economici, ma servono soluzioni per risolvere i problemi alla base”.
Dopo le associazioni di categoria del settore che alcune settimana fa sono state ascoltate in commissione oggi è stata la volta dei consiglieri regionali dare voce alle istanze e alle richieste dei territori e dei vari settori della società. La proposta di legge ha raccolto il sostegno di Coldiretti, Legacoop Estense, Agricoltori Italiani, Conapi, Federpesca e le associazioni dei pescatori del Delte del Po e di Cesenatico, mentre l’Associazione Allevatori Bovini di Razza Reggiana e Agricoltori Attivi Italiani hanno chiesto la massima attenzione sulle modalità di utilizzo delle risorse stanziate in modo che non ci siano fondi regionali sottoutilizzati.
Cosa prevede la nuova legge
Scorrendo il progetto di legge si vede che a fronte di un impegno di spesa totale di 12 milioni di euro, già nel 2026 sono disponibili 5,7 milioni di euro per le principali filiere: oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali (1,5 milioni di euro per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo); 640mila euro per la zootecnia (500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori); 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura (1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto). Notevole l’intervento sull’apicoltura, settore a cui viene riconosciuto un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità. Il progetto di legge prevede rilevanti modifiche alla legge regionale del 2019 sull’apicoltura: le novità mirano ad adeguare la normativa regionale al nuovo quadro nazionale sui sistemi di identificazione e registrazione, a rafforzare la tutela dell’Apis mellifera ligustica, l’ape autoctona italiana, e a semplificare complessivamente l’impianto normativo. In particolare vi è una definizione aggiornata di apiario in stato di abbandono; il divieto di nomadismo nelle zone di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica; l’allineamento al piano nazionale dei controlli sanitari; un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il meccanismo della diffida. Queste novità recepiscono le richieste pervenute dalle associazioni di settore all’interno del tavolo apistico regionale. È inoltre previsto il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studi, diffusione di conoscenze scientifiche e servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.
(Luca Molinari)


