Aprire un confronto con le Università regionali e l’ufficio scolastico per progettare e realizzare percorsi formativi dedicati all’apicoltura. È la richiesta rivolta alla Giunta che arriva dalla maggioranza (Partito democratico, Sinistra italiana, Misto-Mdp) con una risoluzione, prima firmataria Luciana Serri (Pd), depositata oggi in Assemblea legislativa. Un invito con due scopi ben precisi: “Formare delle competenze adeguate per la gestione sanitaria degli alveari- si legge nell’atto d’indirizzo- e approfondire gli aspetti di razionalizzazione e di diversificazione della produzione in base alla diversa vocazione dei terreni”.
In Emilia-Romagna infatti sono presenti 104.556 alveari, si legge nelle premesse dell’atto ispettivo, poco meno del 10 per cento del totale italiano, con una produzione di 2.677 tonnellate di miele l’anno che corrispondono al 12 per cento del totale nazionale. “La struttura produttiva- spiegano i consiglieri nell’atto d’indirizzo- è molto frammentata con numeri di alveari per operatori ben inferiore alla media comunitaria, segno della presenza di molte imprese piccole o piccolissime con capacità professionali spesso molto differenziate”.
Con l’atto d’indirizzo i consiglieri chiedono all’esecutivo regionale anche di “sostenere l’attivazione di progetti e iniziative per l’acquisizione e la divulgazione delle conoscenze sulla razionalizzazione e sull’aumento dell’efficienza del servizio di impollinazione tramite l’uso delle api anche attraverso un miglioramento delle specie coltivate”.
La Regione, continuano i consiglieri nelle premesse della risoluzione, è da tempo impegnata nella riduzione di problemi di convivenza tra settore agricolo e apistico. Per questo lanciano un ulteriore invito: “Trovare soluzioni capaci di tutelare il patrimonio apistico minacciato dai cambiamenti climatici e dalle moderne tecniche di coltivazione”.
Infine, ricordando che il Parlamento europeo ha approvato un’importante risoluzione in materia, i legislatori regionali chiedono di mettere in campo un’azione per tutelare il miele comunitario dalle frodi. “Il miele- si legge- può fare quello che in questi anni ha fatto il vino: creare isole di qualità ambientali” e diventare così un volano turistico importante.
L’atto è stato firmato da Luciana Serri, Stefano Caliandro, Gianni Bessi, Francesca Marchetti, Giuseppe Paruolo, Paolo Calvano, Roberto Poli, Marcella Zappaterra, Enrico Campedelli, Manuela Rontini, Katia Tarasconi, Mirco Bagnari, Alessandro Cardinali, Paolo Zoffoli (tutti del Pd), Yuri Torri e Igor Taruffi (di Si) e Silvia Prodi (misto-Mdp)
(Andrea Perini)


