Rivedere al rialzo le percentuali di rimborso previste per le spese tecniche necessarie per ottenere i ristori a seguito degli eventi alluvionali, riconoscendo che tali costi non sono opzionali e che la loro attuale copertura risulta insufficiente rispetto al reale peso economico sostenuto dai cittadini. A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, è il consigliere di Rete civica Marco Mastacchi.
“Per avviare le procedure necessarie all’ottenimento dei contributi e per accedere ai ristori, – spiega Mastacchi – i cittadini hanno dovuto far redigere perizie geologiche e valutazioni tecniche. Si tratta di spese non opzionali, senza le quali non sarebbe stato possibile avviare la pratica. Le ordinanze emanate, a partire dalle prime del 2023 fino alle più recenti, prevedono un rimborso delle spese tecniche nella misura generalmente pari al 10% del totale, lasciando quindi ai cittadini l’onere di coprire la parte largamente prevalente dei costi dei professionisti”. Fra le altre criticità segnalate, figurano anche le difficoltà nella gestione delle istruttorie e l’assenza di aggiornamenti tempestivi, che hanno generato situazioni paradossali. “Alcuni cittadini – va avanti Mastacchi -, pur avendo iniziato correttamente l’iter, sono stati costretti a restituire contributi già ottenuti in precedenza, poiché le spese tecniche non potevano ancora essere rendicontate entro i termini stabiliti, non essendo stata completata l’istruttoria”.
“Il meccanismo attuale di erogazione dei contributi – prosegue ancora l’esponente di Rete civica – prevede la liquidazione del 50% del contributo all’avvio dei lavori, mentre il restante 50% viene erogato solo a conclusione dell’intervento. Questa impostazione ha di fatto costretto molti cittadini ad anticipare importi significativi”. Mastacchi evidenzia anche come le spese obbligatorie per la predisposizione e il caricamento della documentazione sulla piattaforma Sfinge ricadano integralmente sui richiedenti.
Da qui l’interrogazione alla giunta per sapere, fra l’altro, se siano state effettuate valutazioni approfondite sulla reale sostenibilità, per le famiglie colpite dall’alluvione, di anticipare il 50% dei costi degli interventi e se non si ritenga necessario introdurre modalità alternative che riducano il fabbisogno di liquidità anticipata.
(Brigida Miranda)


