La Regione dica se è stato fatto un adeguato percorso informativo rivolto alla cittadinanza sulle zone che saranno soggette a tracimazione controllata inserite nel progetto di variante al Piano stralcio per l’assetto idrogeologico (Pai)”.
La richiesta arriva, con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale, da Marta Evangelisti (FdI).
“Il progetto di variante – spiega la consigliera – del fiume Po, esteso ai bacini del Reno, fiumi romagnoli e Conca-Marecchia, introduce aggiornamenti significativi sulle fasce fluviali e sulle aree di allagamento, inclusa la gestione delle aree per la tracimazione controllata”. Prosegue: “La scelta di prevedere questo processo di tracimazione controllata ha sollevato preoccupazioni, in particolare riguardo all’impatto economico nei territori coinvolti dalle nuove restrizioni”. Sottolinea poi: “Peraltro le osservazioni al piano dovranno arrivare non oltre il prossimo 18 marzo, in tempi molto stretti”. E conclude: “Si sceglie di sacrificare terreni e immobili invece di programmare gli interventi necessari alla montagna e alla collina”.
Per questo Evangelisti vuole sapere dall’esecutivo regionale “se ritenga che il limite indicato per presentare le osservazioni al piano sia adeguato”. Chiede anche, sempre sul nuovo piano, “se non ci sia il rischio che questa variante blocchi interventi già finanziati, anche con fondi PNRR”.
(Cristian Casali)


