Lo sfruttamento del giacimento di idrocarburi denominato Teodorico, in Mare Adriatico, è stato discusso in commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro. All’interrogazione del consigliere Marco Fabbri (Partito Democratico) ha risposto l’assessore Vincenzo Colla (Sviluppo economico, Green economy, lavoro e Formazione).
Il consigliere Marco Fabbri (Pd) chiedeva di conoscere l’orientamento della Giunta rispetto alla messa in produzione del giacimento di idrocarburi (soprattutto gas metano e petrolio) convenzionalmente denominato “Teodorico” – Concessione di coltivazione nella Zona A – Mare Adriatico (province di Ferrara, Ravenna, Rovigo) e, più in generale, nelle aree che ricadono all’interno del Parco del Delta del Po. Fabbri ha ricordato che “la coltivazione di idrocarburi è stata più volte osteggiate dai sindaci e dalle istituzioni locali, anche con pareri negativi nella zona del Ferrarese, considerata un’area vulnerabile ad alto rischio a causa della subsidenza”. I giacimenti sono stati inseriti negli ultimi decreti ambientali del Governo, in particolare del ministero della Transizione ecologica.
L’assessore Colla ha risposto che l’autorizzazione della società Po Valley è del 2015. “La competenza per le concessioni off shore – ha continuato Colla – è dello Stato. La Regione non interviene”. L’Ente Parco Delta del Po, ha affermato il titolare dello Sviluppo economico, ha avanzato spiegazioni al ministero sul decreto di compatibilità ambientale “chiedendo di essere inviato in sede di rilascio di concessione”. E ha segnalato come siano citati i Siti Rete Natura 2000 nelle vicinanze e il Sic “Adriatico Settentrionale”, che la Regione ha affidato alla gestione dell’Ente parco. Di recente, la Giunta ha approvato misure specifiche per quel Sic vietando la realizzazione di “attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi”. Inoltre, la Regione ha inviato al ministero le osservazioni sulla subsidenza e sulle aree sensibili indicando “di non consentire nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e di porre inoltre forti limitazioni anche alle attività in essere trattandosi di un ambiente deltizio unico a livello nazionale con aree particolarmente fragili”. Infine, ha detto Colla, nonostante il parere negativo della Regione, il ministero ha detto sì, nel 2017, alla Via e manca solo il decreto del ministro per la messa in produzione del giacimento Agosta, a Comacchio. Ma, ha concluso Colla, in attesa di una risposta del dicastero “perché la concessione possa essere rilasciata è necessaria l’intesa regionale”.
Fabbri si è detto soddisfatto della risposta.
(Gianfranco Salvatori)


