COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente. Gibertoni (Misto) contesta piano venatorio 2021 su prelievo cinghiali

L’assessore Mammi difende le scelte fatte dalla Giunta: ciò che facciamo ha l’autorizzazione di Ispra e ricordo come gli ungulati fanno danni all’agricoltura e possono rappresentare problemi anche dal punto di vista sanitario

“Ciò che la Regione ha fatto e fa per i piani di prelievo del cinghiale ha il parere favorevole di Ispra: abbiamo agito e agiamo in base a dati scientifici e tenendo conto anche dai danni che questo animale arreca all’agricoltura e dei rischi sotto il profilo sanitario di un eccessivo sovrannumero, data la capacità di diffondere la peste suina. Abbiamo bisogno di contenere la diffusione dei cinghiali e mantenere un equilibrio ambientale e lo facciamo attraverso i piani di controllo”. Così l’assessore Alessio Mammi ha risposti ai temi posti dalla consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) sul piano di prelievo del cinghiale in selezione e in forma collettiva per la stagione venatoria 2021/2022.

“La Giunta non può diventare responsabile di uno sterminio di animali, bisogna sospendere il piano: la Regione ha autorizzato l’uccisione di cinghiali senza avere i dati utili per giustificare le scelte fatte. La Giunta agisce in maniera irrazionale senza avere dati scientifici su cui basarsi, permettendo una carneficina inutile. L’esecutivo regionale opera a guisa di ‘tela di Penelope’, che viene fatta e disfatta perché tutto resti immutabile”, replica Giulia Gibertoni, che, alla luce della risposta del rappresentante della Giunta, si è detta insoddisfatta perché “l’assessore non ha risposta ad alcuna domanda da me formulata: ad esempio, perché si usa il metodo della braccata quando proprio Ispra dice che non è un mezzo utile per il controllo del cinghiale”.

(Luca Molinari)

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