“In considerazione delle evidenze scientifiche sopravvenute dall’avvio della procedura di VIA del progetto di ampliamento della discarica ‘Tre Monti’ di Imola, unitamente alla circostanza che lo studio d’impatto ambientale è privo di adeguate analisi ambientali ed epidemiologiche condotte in un intorno significativo dalla discarica, è stato applicato, in maniera scrupolosa, il principio di precauzione nei confronti degli abitanti e dei territori dei comuni di Imola e Riolo Terme e delle future generazioni?”. A chiederlo, in un’interpellanza alla Giunta, è Giulia Gibertoni (M5s).
La sezione Arpa di Bologna, si legge nel documento, “in data 12 e 17 ottobre 2015, ha fatto dei campionamenti nei pozzi spia in prossimità delle vasche di raccolta del percolato all’interno della discarica riscontrando forti superamenti dei limiti di legge (normativa relativa ai siti contaminati) per quanto riguarda nitriti e solfati e tre metalli pesanti (arsenico, cromo esavalente e nichel)”.
Le associazioni ambientaliste imolesi, aggiunge la consigliera, “in data 26 ottobre 2015, hanno svolto alcuni campionamenti indipendenti in corrispondenza del Rio Rondinella e dallo svolgimento delle analisi sarebbero risultati superamenti dei limite di legge per lo stagno, gli idrocarburi pesanti, il nichel e il piombo. Inoltre, nelle acque superficiali emergono valori elevati di alluminio e manganese, e valori crescenti di ferro, nitriti, solfati, cromo totale, cloruri, bromuri, fluoruri vicino alla discarica”.
“Il quadro che si andrebbe a delineare- conclude Gibertoni- è quello di un inquinamento diffuso intorno al sito della discarica, le cui cause andrebbero accertate in maniera definitiva, anche mediante una caratterizzazione ambientale che stabilisca l’entità e l’ampiezza della contaminazione”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(cr)


