COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente. La commissione Territorio: sostenere l’esperienza dei MAB Unesco. Nel 2026 il MAB Delta del Po ospiterà il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera

Dalla maggioranza si rileva l’importante lavoro che attraverso i MAB si sta portando avanti in regione, critiche invece dall’opposizione che sollecita progettualità più attente alle esigenze dei territori

Potenziare il sistema regionale dei MAB-Unesco in modo da aumentare la conservazione della biodiversità e la protezione degli ecosistemi. Sostenere il MAB del Delta del Po che quest’anno ospiterà il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna nell’investire su progetti rivolti alla promozione dello sviluppo sostenibile, coinvolgendo le comunità locali nella gestione delle risorse naturali, è emerso nel corso della commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Paolo Burani, che ha effettuato l’audizione dei rappresentanti dei MAB-Unesco in Emilia-Romagna.

“MAB (Man and the Biosphere) – spiega il presidente Burani – è un programma dell’Unesco che ha l’obiettivo di promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile. Le riserve della biosfera sono dei laboratori in cui promuovere attività di ricerca collegata all’ambiente, favorendo il coinvolgimento delle comunità locali”.

In Emilia-Romagna sono tre le riserve della biosfera MAB-Unesco, nate tra il 2015 e il 2021: l’Appennino tosco-emiliano, il delta del Po e il Po grande. Intervenuti in commissione i rappresentanti di queste aree sono stati concordi nel sottolineare l’importanza dell’attività dei loro progetti nella tutela di una biosfera sempre più a rischio. Un impegno, quello dei MAB dell’Emilia-Romagna, che trova anche riconoscimenti internazionali visto che quest’anno il MAB del Delta del Po ospiterà anche il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera incentrato sul valore dell’acqua.

Le attività dei MAB hanno trovato il sostegno dei consiglieri del centrosinistra che ne hanno sottolineato l’importante lavoro, mentre il centrodestra ha avanzato critiche e sollecitato progettualità più attente alle esigenze dei territori.

Gli interventi dei rappresentanti dei MAB che ricadono in Emilia-Romagna

Interviene Fausto Giovanelli, per il MAB dell’Appennino tosco-emiliano: “Evidente anche in Italia la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico, due problemi di difficile risoluzione, con i MAB cerchiamo di affrontare questi problemi coinvolgendo anche le comunità territoriali, la nostra rete sta crescendo in tutto il pianeta, l’obiettivo è quello di mettere in relazione gli uomini con la biosfera, in Emilia-Romagna abbiamo attivato progetti specifici, finanziati attraverso bandi pubblici ma anche con il coinvolgimento del privato”.

Aida Morelli per il MAB del delta del Po: “Parliamo di una rete, l’obiettivo è quello di avvicinare l’uomo alla biosfera, ogni riserva sviluppa specifici programmi, diversi i progetti con il coinvolgimento delle scuole, altre iniziative si rivolgono all’imprenditoria femminile, c’è poi attenzione anche al tema della gastronomia collegata ai prodotti del territorio”. Prosegue: “Quest’anno il nostro MAB ospiterà anche il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera, il tema centrale sarà quello dell’acqua”.

Fernanda Moroni per il MAB del Po grande: “Tante le sfide da affrontare sul tema ambientale, con il nostro programma attiviamo specifiche strategia, cerchiamo di creare una visione su cui lavorare, un’opportunità per dialogare anche con i sindaci, i comuni a vocazione agricola sono i più vulnerabili rispetto ai cambiamenti climatici”. Prosegue: “C’è un programma di azione dettato dall’agenda Unesco, sono cinque le riserve sul fiume Po che condividono un impegno comune, dalle Alpi al mare, stiamo cercando sempre più, poi, di coinvolgere i giovani, per ricercare idee nuove su cui lavorare in futuro”.

La riserva MAB dell’Appennino tosco-emiliano, sul crinale tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, copre oltre 220mila ettari, rappresentando un confine climatico tra Europa continentale e mediterranea, è caratterizzata da una straordinaria biodiversità (oltre il 70% di quella italiana) e da una forte impronta rurale con prodotti tipici come il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma. La riserva MAB del delta del Po comprende, invece, aree costiere e umide tra Emilia-Romagna e Veneto, in particolare la provincia di Ferrara, è un ecosistema unico caratterizzato dall’incontro tra acque dolci e salate, dove l’uomo ha storicamente modellato il paesaggio attraverso la bonifica e la pesca. La riserva MAB Po grande, poi, riguarda il tratto medio dell’asta del fiume, coinvolgendo 85 comuni tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, nella nostra regione tocca le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, l’obiettivo è quello di valorizzare il Po come corridoio ecologico e risorsa economica per il turismo lento e l’agricoltura.

Gli interventi dei consiglieri regionali

Per Barbara Lori (Pd), che ha proposto alla commissione l’incontro di oggi sul tema dei MAB, “queste riserve non sono solo parchi naturali ma laboratori per la sostenibilità, con progettualità che coinvolgono la pianura, la montagna e il mare. Parliamo di progetti che hanno, in primis, l’obiettivo di aumentare la capacità delle persone di gestire in modo efficiente le risorse naturali”.

Lodovico Albasi (Partito democratico) rileva che “il territorio di Piacenza è coinvolto solo marginalmente in questa progettazione, serve, quindi, una maggiore attenzione verso il piacentino, a partire dai territori montani”.

Per Priamo Bocchi (Fratelli d’Italia) “serve un maggiore impegno per sviluppare l’attività dei MAB, nel concreto sul tema centrale della biosfera mancano progetti adeguati”.

Per Lorenzo Casadei (Movimento 5 stelle), al contrario, “con i MAB si stanno portando avanti progetti utili, a partire dal tema della biodiversità, iniziative rivolte anche a sostenere le aree più fragili del territorio regionale”.

Interviene, poi, Niccolò Bosi (Pd): “È importante portare avanti queste progettualità, l’obiettivo è migliorare le relazioni tra le persone e il loro ambiente, è utile vivere il territorio in maniera maggiormente consapevole, a tutela del nostro ambiente, che rappresenta un patrimonio comune”.

Per Francesca Lucchi (Pd) “con i MAB si porta avanti una visione complessiva dei territori, che si integra con le politiche locali, c’è un fermento dal basso verso l’alto, la stessa legge sulla montagna non può essere scollegata da queste attività, i MAB rappresentano un’occasione di promozione dei territori”.

Per Fausto Gianella (FdI) “mai come in questo momento il nostro territorio è in difficoltà, a partire dal delta del Po, in primis ci sono problemi legati all’erosione delle coste, sono stati portati avanti interventi sbagliati, non c’è lungimiranza sulla salvaguardia dei territori”.

Per Daniele Valbonesi (Pd) “non si possono negare i cambiamenti climatici, a partire dagli Stati Uniti ma anche in Europa c’è chi fa finta di non vedere quanto sta accadendo, abbiamo davanti un evidente pericolo, il lavoro dei MAB, in questo senso, è particolarmente utile”.

Anche per Anna Fornili (Pd) “è importante il lavoro portato avanti dai MAB, utile la connessione tra riserve, importante ci siano progetti trasversali, il sistema ambientale ci riguarda tutti, per il futuro vorrei che montagna, pianura e mare siano sempre più connessi”.

Per Eleonora Proni (Pd) “l’attività dei MAB non deve essere banalizzata, ci sono complessità, ci sono obiettivi sfidanti, c’è una visione, si porta in questa dimensione circolare la sicurezza del territorio, parliamo di temi che hanno una connessione anche con il nostro sistema economico”.

Per Ludovica Carla Ferrari (Pd) “da Gianella toni inaccettabili, parliamo di aree fonte di riconoscibilità, territori che possono essere valorizzati dal punto di vista turistico, a partire dall’Appennino tosco-emiliano, le nostre tre riserve possono contribuire in modo importante alla sviluppo della nostra regione, anche rispetto al ridisegno della demografia”.

Per Alberto Ferrero (FdI) “il delta del Po è una delle aree umide più importanti d’Europa ma non viene adeguatamente valorizzata, il turismo è una risorsa importante, servirebbe una maggiore attenzione per questi luoghi, prevedendo anche un marchio riconosciuto, condivido quanto detto da Gianella, mancano adeguati interventi dalla politica”.

Per Matteo Daffadà (Pd) “è importante coinvolgere, su queste progettualità, sempre più territori di tutta la regione, interessando su queste tematiche le amministrazioni locali, l’obiettivo resta quello della tutela del nostro ambiente”.

(Cristian Casali)

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