COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente. Legge su aree idonee per impianti da fonti rinnovabili, Sabattini (Pd) e Aragona (FdI) nominati relatori di maggioranza e minoranza

“Ci siamo posti in ascolto dei territori – ha spiegato l’assessora all’Ambiente Irene Priolo -. Ne è scaturita una norma puntuale ma anche snella, perché provvedimenti troppo complessi rischierebbero di complicare la presentazione delle domande”

La transizione energetica in Emilia-Romagna accelera. Nel corso della Commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Paolo Burani, è approdato il progetto di legge della giunta, volto a individuare le aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Ad essere nominati relatori sono stati i consiglieri Luca Sabattini (Pd) per la maggioranza e Alessandro Aragona (FdI) per la minoranza.

“Una norma molto attesa dal territorio e dagli enti locali: basti pensare che, nell’ultimo incontro del 10 marzo, hanno partecipato in collegamento 290 Comuni e 40 persone in presenza – ha spiegato l’assessora all’Ambiente Irene Priolo, ospite della commissione -. E questo a testimonianza della grande attenzione che c’è su questo provvedimento, nel quale abbiamo provato a inserire anche molte richieste dei territori stessi, nella consapevolezza che ci muoviamo nella cornice della legge nazionale”.

Fra le ulteriori zone individuate dalla Regione, oltre a quelle già previste dalla norma nazionale, figurano i siti oggetto di bonifica, gli interporti e le cave ripristinate.

L’Emilia-Romagna, in particolare, avrà il compito di raggiungere, al 2030, l’obiettivo di 6,3 Gw di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili, contribuendo al raggiungimento degli 80 Gw a livello nazionale. Come ha chiarito l’assessora, il potenziale energetico individuato dalla legge è di circa 10 Gw, andando oltre gli obiettivi assegnati.

“Nel dialogo costruttivo avuto con i Comuni – ha proseguito Priolo -, siamo giunti a prevedere, all’articolo 1, una fascia di rispetto fino a 30 metri lineari dagli ambiti urbani residenziali, che può essere stabilita proprio dalle amministrazioni comunali, per consentire il miglior inserimento territoriale degli impianti”. Tra le altre previsioni, all’articolo 4, c’è quella che riguarda le aree con destinazione agricola: il progetto di legge prevede che, per l’installazione degli impianti a energia rinnovabile, non possa essere occupato più dello 0,8 per cento della superficie agricola utilizzata (Sau). In ciascun Comune, inoltre, tali impianti non potranno interessare una quota superiore al 2 per cento della Sau comunale (derogabile in aumento con apposita delibera).

All’articolo 6 viene inoltre regolato il principio del cumulo degli impianti,  disciplinando, tra l’altro, la fattispecie di frazionamento artificioso degli impianti. L’assessora, nel corso dell’illustrazione, ha evidenziato anche i contenuti dell’articolo 10 che disciplina puntualmente l’installazione degli impianti agrivoltaici. Vengono disciplinati dalla norma regionale anche i criteri per l’installazione degli impianti flottanti nei bacini e invasi e regolamentati gli impianti eolici prevedendo, quale criterio di installazione nelle aree agricole, la garanzia di una producibilità annua pari a 2300 ore equivalenti.

Non meno importante, all’articolo 13, la disciplina dell’installazione degli impianti di produzione di energia da biogas e di produzione di biometano: si prevede che, nelle aree aventi destinazione agricola, gli impianti di produzione di energia da biogas e di produzione di biometano devono essere alimentati in misura pari almeno al 50 per cento con scarti provenienti da aziende ubicate in un raggio di 30 chilometri.

“Ci siamo posti in ascolto dei territori – ha concluso Priolo -. Ne è scaturita una norma puntuale ma anche snella, perché provvedimenti troppo complessi rischierebbero di complicare la presentazione delle domande”.

(Brigida Miranda)

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