COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente Modena. Bargi (Lega): “Rifiuti bruciati, dati in contrasto con Piano energia circolare”

“La differenziata è in aumento, nonostante i disagi creati ai cittadini. Va privilegiato il riciclaggio e non l’incenerimento come prevede il Piano regionale dei rifiuti”

Chiarire se “i dati dei rifiuti bruciati dal termovalorizzatore di Modena nel 2023 non siano contraddittori rispetto agli obiettivi del Piano regionale sull’economia circolare e lo sviluppo sostenibile”.

È uno dei quesiti posti dal consigliere Stefano Bargi (Lega) in un’interrogazione nella quale chiede alla Regione anche “se non ritenga che il nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti nella provincia di Modena debba privilegiarne il riciclaggio e non l’incenerimento, costringendo altrimenti i cittadini a maggiori sforzi e aumentando il degrado delle città a fronte di scarsissimi vantaggi sul piano del riciclo e della conseguente riduzione dei costi”.

Bargi sottolinea che, nonostante il cambio nel sistema di raccolta rifiuti e il forte aumento percentuale nella raccolta differenziata, ed essendo addirittura aumentati i rifiuti indifferenziati bruciati nel termovalorizzatore, “i cittadini modenesi non hanno conseguito vantaggi né dal punto di vista ambientale – a causa della maggiore quantità di emissioni inquinanti dovuta al maggior volume di rifiuti conferiti – né dal punto di vista economico – finora non c’è stata alcuna riduzione della TARI”.

Il termovalorizzatore di Modena, gestito da Herambiente SpA, ha visto aumentare i rifiuti indifferenziati, di Modena e di altre province, portando la quantità totale “dalle 108.178 tonnellate dei primi 7 mesi del 2022 alle 129.834 tonnellate dello stesso periodo del 2023″. Di contro, “il nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, che pure in provincia di Modena ha generato molte polemiche e notevoli disagi, ha aumentato la percentuale di raccolta differenziata portandola dal 58% del 2022 al 75,1% del luglio 2023″. Il Piano regionale dei rifiuti prevede la raccolta della differenziata all’80% e l’aumento della qualità “per consentire la chiusura delle filiere ed il riciclaggio di quantitativi di rifiuti sempre maggiori nonché una minimizzazione degli scarti”. Ma i dati sui rifiuti inceneriti “sembrano però andare nella direzione opposta: la diffusione del sistema di raccolta porta a porta sta generando risultati migliori rispetto all’obiettivo di raccolta differenziata, provocando altresì disagi per i cittadini e degrado per le città”.

(Gianfranco Salvatori)

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