Avviare studi epidemiologici per valutare l’impatto sanitario della residenza in prossimità delle discariche.
Annalisa Arletti (FdI) e Ferdinando Pulitanò (FdI) interpellano la Regione per sollecitare l’avvio di studi epidemiologici specifici sugli effetti sanitari della residenza in prossimità delle discariche presenti sul territorio regionale, sul modello dello studio realizzato dalla Regione Lazio.
“Uno studio epidemiologico pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, ha analizzato una corte di oltre 200.000 residenti entro 5 km da nove discariche, nel periodo 1996-2008”, mettono in evidenza gli esponenti di Fratelli d’Italia.
Studio che ha rilevato, spiegano i consiglieri, un aumento del 34 per cento del rischio di tumore del polmone per i residenti entro 5 chilometri, un incremento del 5 per cento dei ricoveri per malattie respiratorie, una maggiore vulnerabilità nei bambini e un’associazione tra l’esposizione al solfuro di idrogeno, utilizzato come indicatore di inquinanti atmosferici emessi dalle discariche, e la mortalità per tumore del polmone e patologie respiratorie.
“Nel territorio dell’Emilia-Romagna sono presenti discariche attive e ampliate negli anni. In alcuni casi, – sottolineano i consiglieri – centri abitati e strutture sensibili, quali scuole, risultano collocati entro pochi chilometri dai siti di smaltimento. Nel caso specifico del centro abitato di Fossoli di Carpi, in provincia di Modena, il nucleo residenziale e la scuola risultano entro un raggio inferiore ai tre chilometri dal sito di discarica”.
Arletti e Pulitanò lamentano che, nonostante l’elevata qualità dei sistemi regionali di monitoraggio ambientale e dei registri sanitari, non risultano ad oggi avviati studi epidemiologici specifici finalizzati a valutare l’impatto sanitario della residenza in prossimità. Da qui l’atto ispettivo per chiedere alla Giunta di avviare studi epidemiologici specifici sul modello dello studio realizzato dalla Regione Lazio, coinvolgendo il Registro Tumori regionale, ARPAE, le AUSL e le Università per la progettazione e realizzazione. Inoltre, chiedono se siano previste o programmabili analisi territoriali mirate nelle aree in cui risultano presenti centri abitati e strutture sensibili entro brevi distanze dalle discariche, come nel caso del centro abitato di Fossoli di Carpi.
(Giorgia Tisselli)


