COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente Modena. Pulitanò (FdI): “La Regione verifichi se il gestore della raccolta dei rifiuti rispetta i limiti di bacino”

Il consigliere punta il dito sul continuo ricorso all’incenerimento di rifiuti ‘importati’ o ‘speciali’, in contrasto con gli obiettivi di neutralità carbonica e tutela della salute pubblica

La Regione, attraverso il coordinamento con Atersir, verifichi se il gestore della raccolta dei rifiuti a Modena stia rispettando i limiti di bacino e, in caso di violazioni, applichi sanzioni o richieda dei correttivi. La richiesta arriva da Ferdinando Pulitanò (FdI) che sottolinea come “il continuo ricorso all’incenerimento di rifiuti ‘importati’ o ‘speciali’ entri in contrasto con gli obiettivi di neutralità carbonica e tutela della salute pubblica fissati dal Piano urbanistico generale (Pug) e dai piani ambientali vigenti”.

“Dalle analisi dei report ufficiali di Arpae/Hera relativi all’esercizio 2025 – ha precisato il consigliere – emerge che il termovalorizzatore di via Cavazza a Modena ha smaltito quasi 200mila tonnellate di rifiuti. Tale cifra segna un incremento di circa 9mila tonnellate rispetto all’anno precedente, nonostante il calo della produzione di indifferenziato a livello locale. Risulta evidente che una quota crescente dei rifiuti bruciati a Modena non sia di produzione territoriale, ma derivi da flussi extra-provinciali o da rifiuti speciali che saturano la capacità dell’impianto. Su un totale di 196.179 tonnellate incenerite (in crescita rispetto alle 187.487 del 2024), ben 110.902 tonnellate, pari al 57%, sono rappresentate da rifiuti speciali. Si tratta principalmente di scarti di lavorazioni meccaniche provenienti da impianti di selezione distribuiti su tutto il territorio nazionale”.

“Il termovalorizzatore di via Cavazza a Modena – ha proseguito – è diventato un impianto industriale a vocazione sovraregionale, che brucia rifiuti che i modenesi non producono, ma di cui subiscono le ricadute: emissioni in atmosfera, traffico pesante sulle strade cittadine, impatti sulla salute documentati dalla letteratura epidemiologica. L’attività di incenerimento su larga scala comporta un impatto ambientale in termini di emissioni climalteranti e particolato, in un contesto (la pianura Padana) già critico per la qualità dell’aria”.

(Lucia Paci)

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