COMUNICATO
Ambiente e territorio

Ambiente. Pd: “Il governo ripristini integralmente il Fondo per la qualità dell’aria”

“La Legge di Bilancio dello Stato per il 2026 ha previsto un taglio pari a circa il 75 per cento”, evidenziano i firmatari dell’atto

Chiedere al governo il ripristino integrale del Fondo per la qualità dell’aria. In una risoluzione, Francesca Lucchi (Pd) impegna la Regione a monitorare gli effetti del taglio statale al Fondo per la qualità dell’aria nella Pianura Padana e a farsi portavoce presso il governo della richiesta di ripristinare integralmente le risorse, al fine di garantire la continuità delle misure regionali per il risanamento atmosferico, tutelare la salute pubblica ed evitare l’aggravarsi delle procedure di infrazione europea.

L’atto ispettivo è stato sottoscritto anche dai consiglieri e dalle consigliere del Partito democratico, Raffaele Donini, Paolo Calvano, Anna Fornili, Matteo Daffadà, Lodovico Albasi, Maria Costi, Eleonora Proni, Niccolò Bosi, Elena Carletti, Maria Laura Arduini, Alice Parma, Luca Giovanni Quintavalla, Marcella Zappaterra, Valentina Ancarani, Fabrizio Castellari, Gian Carlo Muzzarelli, Andrea Costa, Luca Sabattini, Francesco Critelli, Barbara Lori, Daniele Valbonesi, Andrea Massari, Ludovica Carla Ferrari.

“Nel 2014, la Commissione europea ha avviato un procedimento per il superamento sistematico e continuato, in un certo numero di zone del territorio italiano, tra cui la Regione Emilia-Romagna, dei valori limite fissati dalla direttiva ‘Qualità dell’aria’ per le particelle PM10 – ricorda Lucchi -. La Legge di Bilancio dello Stato per il 2026 ha previsto un taglio pari a circa il 75 per cento del ‘Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento volte al miglioramento della qualità dell’aria nell’area della pianura padana’, riducendo drasticamente le risorse disponibili per interventi ambientali e di mobilità sostenibile”.

L’esponente dem evidenzia che per il triennio 2026-2028 il taglio complessivo è di 240 milioni di euro e che le risorse tagliate verranno spostate al triennio successivo 2029-2031, “di fatto bloccando gli interventi nei prossimi tre anni, mentre il Parlamento europeo punta a stringere i vincoli sulle emissioni, nonostante il rallentamento delle politiche green”. Nello specifico, per la Regione Emilia-Romagna “tale scelta – continua le consigliera – determinerà il venir meno di risorse per circa 52 milioni di euro, che negli anni hanno sempre supportato gli incentivi per la mobilità ciclabile e non solo”.

I Presidenti delle Regioni del bacino Padano, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, con una nota del 20 novembre 2025 indirizzata alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia, hanno congiuntamente evidenziato come la riduzione delle risorse comprometta gravemente la realizzazione delle misure previste dai piani regionali di qualità dell’aria, volti a consentire il rispetto dei valori limite attualmente vigenti ed evitare l’aggravio delle procedure di infrazione, nonché la possibile riduzione dei Fondi strutturali europei per l’Italia, sottolinea nel testo della risoluzione la consigliera.

“Legambiente ha sottolineato come questo taglio consistente comprometta gravemente l’attuazione dei piani regionali della qualità dell’aria e anche il mondo sanitario ha sottolineato che tagliare questi investimenti equivale a tagliare sulla salute dei cittadini”, pertanto, Lucchi chiede alla Regione di monitorare e valutare gli effetti del ridimensionamento del fondo sulle politiche regionali di contrasto all’inquinamento atmosferico, di rappresentare al governo come questo comprometta in modo diretto la capacità delle Regioni della Pianura Padana di adempiere agli obblighi derivanti dalla normativa europea e di continuare a richiedere all’esecutivo nazionale, in raccordo con le altre Regioni del bacino padano, di ripristinare le risorse previste dal decreto direttoriale MASE del luglio 2024 per la qualità dell’aria del bacino padano, “per non abbandonare uno dei fronti cruciali per la salute e la competitività del Paese”.

(Giorgia Tisselli)

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