“Valutare i rischi geologici connessi alle attività di stoccaggio della CO₂”.
Marco Mastacchi (Rete civica), primo firmatario, ed Elena Ugolini (Rete civica) chiedono alla Regione se disponga di un quadro tecnico-scientifico aggiornato relativo ai rischi geologici, geostrutturali e sismici connessi alle attività di stoccaggio della CO₂ nei giacimenti offshore dell’area di Ravenna.
“Il 30 gennaio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha concluso positivamente la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa alle condotte per la cattura e lo stoccaggio della CO₂ (CCS) provenienti dai poli industriali di Ferrara e Ravenna e dirette alla centrale Eni di Casal Borsetti. Il progetto – spiegano i consiglieri – prevede la realizzazione complessiva di circa 75 km di nuove pipeline, con stazioni di lancio e ricevimento PIG, allacciamenti e impianti di linea, con un obiettivo di 4 milioni di tonnellate annue di CO₂ trasportata e stoccata, fino a raggiungere 16 milioni di tonnellate annue entro il 2030”. “I cantieri – continuano – potranno avviarsi dopo il rilascio dell’Autorizzazione Unica (AU), il cui iter verrà avviato a breve e dovrà concludersi entro sei mesi”.
Mastacchi e Ugolini evidenziano che il tracciato interessa i comuni di Ferrara, Voghiera, Portomaggiore e Argenta, attraversando aree agricole di elevato valore produttivo e culturale, e che il progetto prevede ulteriori immissioni di CO₂ da parte di altri attori industriali, tra cui il termovalorizzatore Hera di via Diana a Ferrara (circa 64mila tonnellate annue), “senza che siano stati resi disponibili pubblicamente i relativi elaborati progettuali”.
“Studi scientifici non forniscono ancora garanzie definitive sugli effetti a lungo termine dell’immissione di CO₂ in formazioni geologiche precedentemente contenenti altri gas e il costo complessivo del processo di cattura, trasporto e stoccaggio della CO₂ risulta ancora variabile e difficilmente prevedibile su scala temporale lunga”, puntualizzano i proponenti l’atto ispettivo.
Alla luce del quadro espresso, gli esponenti di Rete civica chiedono all’esecutivo regionale di adottare misure per assicurare la tutela delle aziende agricole situate lungo l’intero tracciato del gasdotto, “con particolare riguardo alle coltivazioni riconosciute come DOP, DOC e IGP e alle attività agroalimentari e turistiche collegate alla Cucina Italiana-Patrimonio UNESCO”. In particolare, poi, sollecitano l’esecutivo regionale “a chiarire se siano previsti indennizzi, compensazioni, strumenti di sostegno o ulteriori misure di salvaguardia, volti a mitigare l’impatto dei vincoli derivanti dall’infrastruttura”.
(Giorgia Tisselli)


