Tper rinnova il parco autobus: la giunta chiarisca che tipo di mezzi intende acquistare l’azienda di trasporto, quale tipo di idrogeno verrà usato per l’alimentazione dei bus già acquistati e se intende realizzare la copertura di piazzali e depositi con pannelli fotovoltaici per l’autoproduzione di energia da fonte solare. I quesiti sono posti da Silvia Zamboni (Europa Verde) con un’interrogazione presentata in commissione Territorio presieduta da Stefano Caliandro.
Ricordando che Tper “con un recente bando finanziato con fondi del Pnrr e del Piano strategico nazionale mobilità sostenibile (Psnms), si è assicurata la fornitura di 127 autobus ad idrogeno per una spesa di circa 127,4 milioni di euro e successivamente ha ottenuto finanziamenti da vari istituti per 80 milioni per rinnovare in chiave sostenibile il parco mezzi”, la consigliera chiede se “l’azienda ha preso impegni precisi con gli istituti di credito sulla tipologia e sull’alimentazione dei mezzi, in particolare se si tratta di bus elettrici, a idrogeno (grigio, blu o verde), o altro”. Per quanto riguarda la flotta dei 127 mezzi a idrogeno “quale tipo di idrogeno Tper intende utilizzare (verde, blu o grigio), e di quale tipologia di impianto intenda avvalersi Tper per ottenere l’idrogeno”. Nel caso si tratti di idrogeno verde, Zamboni vuole sapere “se corrisponda al vero che verrà prodotto a Modena e poi trasportato in camion nei depositi Tper di Bologna, una soluzione preoccupante e critica sia dal punto della sicurezza sia dell’efficienza energetica”.
“Il settore dei trasporti -ha infine puntualizzato la consigliera- è responsabile per circa un terzo delle emissioni di gas a effetto serra. Recenti studi dimostrano come i combustibili a base di idrogeno e l’idrogeno stesso siano inefficienti e costosi se applicati al mondo della mobilità e che la soluzione dell’elettrificazione diretta è da privilegiare. L’idrogeno viene classificato come grigio se estratto da idrocarburi fossili, blu se estratto da idrocarburi fossili con cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica che risulta dal processo, e verde se estratto dall’acqua per elettrolisi impiegando elettricità ottenuta da fonti rinnovabili. Quest’ultimo è ritenuto l’unico compatibile con le politiche di decarbonizzazione”.
Ha risposto la vicepresidente Irene Priolo: “Il finanziamento di 80 milioni riguarda l’intero piano di Tper per i bus elettrici. La strategia di Tper nelle aree metropolitane prevede un ‘energy mix’ con soluzioni in base all’impiego dei bus. Per Bologna, la scelta è quella della trazione elettrica per il trasporto pubblico in area urbana e l’idrogeno nelle aree suburbane, per le medie e lunghe percorrenze. L’elettrico ha infatti scarsa autonomia e necessita di infrastrutturazione apposita mentre l’idrogeno combina autonomia e flessibilità con i vantaggi della trazione elettrica. Tutto ciò rientra negli impegni per la decarbonizzazione della flotta entro il 2030 essendo Bologna tra le 100 città europee che puntano a questo obiettivo. L’idrogeno verrà prodotto in parte in loco, nei depositi Tper, in parete sul mercato. I pannelli fotovoltaici verranno installati nei depositi di via Ferrarese e di via Due Madonne”.
La consigliera si è detta non soddisfatta “perché non è stata chiarita la tipologia di idrogeno che verrà impiegato”.
(Lucia Paci)


