COMUNICATO
Infrastrutture e trasporti

Approvato in Commissione Mobilità il piano triennale sul Trasporto Pubblico Locale 2021-2023

Serrato confronto per l’atto di indirizzo che ora approderà in Aula per l’approvazione finale. Riproposta la strategicità di una holding regionale per affrontare al meglio le gare di affidamento

Organizzazione dei servizi, politiche di integrazione tariffaria, digitalizzazione e accessibilità ai servizi e il fondamentale capitolo degli investimenti. Sono questi i capisaldi del documento presentato alla commissione Territorio, Ambiente e Mobilità presieduta da Stefano Caliandro dall’Assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio Andrea Corsini.

Il contesto di riferimento del piano pone l’attenzione ai principali strumenti di pianificazione e programmazione in coerenza agli indirizzi indicati nel Patto per il Lavoro e il Clima, tendendo alla neutralità climatica del 2050 con un deciso rilancio e transizione verso un’economia più sostenibile dal punto di vista sociale, ma soprattutto dovrà indirizzarsi verso una flessibilità spinta e generalizzata come ci ha imposto la fase pandemica e post-pandemica. Tre le linee di sviluppo che individuano i principali obiettivi da raggiungere nel prossimo triennio: transizione ecologica, trasformazione digitale e integrazione nelle azioni di qualificazione dell’offerta complessiva del trasporto pubblico a favore dell’utenza che quotidianamente si muove nel territorio emiliano-romagnolo, recuperando anche l’immagine di affidabilità e sicurezza messa in dubbio da alcune notizie stampa durante il periodo più difficile della pandemia.

Per ciò che concerne l’organizzazione dei servizi, il rilancio del comparto del trasporto pubblico dovrà confrontarsi con un nuovo scenario di domanda e ciò potrà avvenire con un’integrazione del trasporto pubblico su ferro e gomma e con la mobilità privata che, soprattutto in ambito urbano, dovrà essere ‘dolce’.

In riferimento al capitolo delle risorse destinate ai servizi di trasporto pubblico, la Regione propugna un riconoscimento dell’indicizzazione del Fondo Nazionale Trasporti, dal momento che le richieste del settore sono “un onere che non può ulteriormente accollarsi, anche in considerazione delle risorse aggiuntive già garantite al settore in questi anni e che invece richiede un impegno delle regioni tutte, nei tavoli nazionali, dove peraltro sono già state espresse richieste finalizzate a rendere strutturali le risorse stanziate nei diversi decreti a favore del TPL e dei servizi aggiuntivi, in considerazione delle mutate esigenze di contesto”.

Di particolare rilievo, inoltre, sono le politiche di integrazione tariffaria, che, ad oggi, comprendono le seguenti iniziative: “Mi muovo anche in città” (60 mila abbonati per un valore di 6 milioni di euro annui), “Grande” (gratuità per i ragazzi under 14 per le 13 città superiori a 50 mila abitanti, per un valore di 5 milioni di euro all’anno) a cui si aggiungono l’estensione per il prossimo anno scolastico della gratuità del trasporto pubblico anche ai ragazzi che frequentano le scuole superiori con ISEE inferiore a 30 mila euro per un valore di 18/20 milioni di euro annui) e l’iniziativa “Mi muovo tutto treno” che mira ad integrare servizi ferroviari regionali a lunga percorrenza con un intervento regionale che consentirà un abbattimento dei prezzi degli abbonamenti alta velocità fino a un 45% del costo totale.

Estremamente importante è poi il tema della digitalizzazione e accessibilità ai servizi e ciò si traduce nella necessità di raggruppare “in un unico luogo digitale una molteplicità di servizi di mobilità, pubblica e privata, dalle informazioni su servizi e travel planner, all’erogazione di titoli di viaggio di soggetti diversi, all’accessibilità di servizi complementari quali ad esempio il pagamento della sosta. Attualmente -specifica ancora l’Assessore alla Mobilità e Trasporti- sul territorio regionale è già presente una piattaforma (denominata ROGER) gestita dalle aziende erogatrici del servizio di trasporto pubblico su gomma che offre alcuni di questi servizi  e quello di pagamento della sosta limitatamente alla città di Bologna. Il sistema va quindi integrato, implementato ed esteso a tutto il territorio”.

Venendo al capitolo degli investimenti, per le ferrovie regionali sono in corso o in fase di programmazione per il prossimo triennio investimenti per oltre 240 milioni di euro (miglioramento generale della sicurezza dei convogli, elettrificazione delle linee reggiane e vari interventi di ricucitura urbana). Per ciò che concerne invece le ferrovie nazionali, vanno registrati il protocollo d’intesa per il potenziamento del collegamento ferroviario Ravenna-Rimini e l’intervento sulla linea “direttissima” Bologna-Prato. Sempre inerente al trasporto su ferro, va segnalato il protocollo d’intesa con RFI per lo sviluppo dell’intermodalità delle stazioni ferroviarie, “che si pone l’obiettivo di potenziare l’accessibilità e l’attrattività delle stazioni, ottimizzare l’integrazione modale tra il treno e il trasporto pubblico su gomma, creare connessioni di qualità con la rete ciclabile rafforzando la mobilità attiva anche in chiave di sostenibilità ambientale, privilegiando gli interventi nelle stazioni già oggetto di pianificazione di progetti per l’integrazione dei diversi sistemi”.

Di grande impatto, poi, il ritorno che ci si aspetta dall’ingente investimento destinato al rinnovo del parco autobus: 438 milioni euro di risorse pubbliche fino al 2033 che consentiranno un consistente ammodernamento della flotta, stimato in 1600 nuovi mezzi, con la conseguente riduzione progressiva dal servizio dei mezzi più inquinanti.

Notevoli, in conclusione, anche gli interventi sulla modalità ciclabile. Oltre al finanziamento straordinario ai comuni interessati dalle misure di contenimento del traffico previste dal PAIR (pari a oltre 3 milioni di euro) per la creazione delle cosiddette “ciclabili di emergenza”, la Regione ribadisce e riafferma con forza la sua azione su tre assi di importanza nazionale: le ciclovie Vento, Sole e Adriatica.

In fase di dibattito, Michele Facci (Lega) ha parlato di documento molto articolato ma con poca coerenza in quanto “alle premesse generali assolutamente condivisibili, non fa riscontro l’elenco delle azioni concrete da compiersi per raggiungere tali obiettivi e per ridare un’immagine di affidabilità e sicurezza a tutto il sistema del trasporto pubblico locale, ma soprattutto sono del tutto mancanti i dati amministrativi, fermi al 2019, e non c’è alcun dato numerico puntuale su, ad esempio, il numero dei mezzi inquinanti ancora circolanti”. Sul tema della holding regionale, Facci è contrario a tale soggetto, che “non prende in considerazione le tipicità dei vari bacini provinciali”.

Andrea Costa (Pd) ha sottolineato l’importanza “del ruolo delle Agenzie della mobilità, che sui territori sentono gli interessati al Tpl e lo organizzano. L’Agenzia della mobilità stabilisce quanti bus, a che ora, fermate, orari e altro e ha un ruolo centrale nel coinvolgimento dei soggetti interessati, istituzionali e non, come le scuole e il settore industriale”. Un altro aspetto positivo dell’atto di indirizzo è la collaborazione pubblico-privato. “Il privato- ha affermato- dà la flessibilità che il pubblico non può avere e si può anche garantire la legalità. Si sbarra, cioè, la strada a quelle aziende che non sempre sono trasparenti” Infine, per il consigliere dem gli investimenti di 240 milioni sull’elettrificazione delle ferrovie contribuirà “a risolvere le interferenze gomma-ferro. E i 69 milioni per la viabilità locale coinvolgono le amministrazioni locali”.

Simone Pelloni (Lega) ha invece proposto alcuni focus sui modelli societari che verranno utilizzati nel futuro per evitare le problematiche riscontrate con SETA a Modena o con “il pasticcio riscontrato a Parma con una gara sospesa e soggetti a varia partecipazione pubblica in competizione tra loro”.

Marco Mastacchi (Rete Civica) ha posto due domande all’assessore Corsini, insistendo sulla sanificazione dei bus – che sono visti come mezzo di diffusione del virus – e chiedendo di migliorare il meccanismo di acquisto di un unico biglietto per qualunque tipo di mezzo pubblico, perché “chi si muove da centri lontani deve prendere due o tre mezzi pubblici e un ostacolo all’uso del mezzo pubblico è l’acquisto di più titoli di viaggio”. Bene, infine, secondo Mastacchi è la holding regionale in fase di studio: “Se se ne discuterà, ci sarà la nostra partecipazione”.

In fase di replica, Corsini ha ringraziato dei contributi emersi e, rimandando ad una discussione più puntuale in Aula, ha sottolineato come nel documento manchino le declinazioni puntuali per il raggiungimento degli obiettivi proposti “percéè si tratta di un atto di indirizzo generico a cui seguiranno tutta una serie di documenti programmatori puntuali”.

L’atto di indirizzo è stato approvato con i voti favorevoli di Pd, Lista Bonaccini, ER Coraggiosa ed il voto contrario di Lega, Fratelli d’Italia e Rete Civica.

(Luca Boccaletti e Gianfranco Salvatori)

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