COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

CACCIA. DA COMMISSIONE POLITICHE ECONOMICHE PARERE FAVOREVOLE A CALENDARIO VENATORIO REGIONALE 2016/2017, Sì DA PD E SEL, NO DAL M5S, ASTENUTI LN E FDI-AN

Assessore Caselli: “Calendario venatorio unico per tutta la regione è prova di maturità politica”. Pd e Sel: “Fatta sintesi di esigenze e proposte di tutti i soggetti interessati”. Ln: “Sbagliato non unire riforma legge sulla caccia a calendario”. Fdi-An: “Necessario salto di qualità Atc”. M5s: “Ascoltati gli Atc, meno gli ambientalisti”. Presidente Serri: “Caccia funzionale a interesse collettivo”

La commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, ha espresso parere favorevole allo schema di delibera di Giunta regionale riguardante il Calendario venatorio regionale per la stagione 2016/2017. Hanno votato a favore i gruppi Pd e Sel, si sono astenuti i gruppi Ln e Fdi-An, ha votato contro il gruppo M5s.

Ai fini della tutela della fauna selvatica e delle produzioni agricole, ha ricordato l’assessore all’Agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, “per la prima volta, grazie alla nostra legge sul riordino istituzionale che ha trasferito le competenze delle Province alla Regione, il territorio della regione destinato alla caccia programmata viene sottoposto alle prescrizioni contenute in un unico calendario venatorio regionale”. Si tratta, ha sottolineato l’assessore, “di una prova di maturità politica della Regione, che, al termine di un lungo e serrato confronto con tutti i soggetti interessati, è riuscita a fare sintesi rispetto ai precedenti nove calendari venatori provinciali e a elaborare un calendario a valenza regionale”. Il calendario, ha concluso, “si ispira ai principi di uniformità delle regole, di trasparenza, di non discriminazione e di rispetto delle peculiarità e delle buone pratiche territoriali, garantite attraverso la possibilità di presentare progetti speciali di gestione della caccia, nella convinzione che specializzare la caccia significa adattarla al meglio al contesto territoriale”.

I tecnici della Regione hanno richiamato le principali prescrizioni contenute nel calendario venatorio regionale, che riguardano: specie cacciabili, periodi di caccia, forme di caccia, giornate e orari venatori; carniere giornaliero e stagionale delle varie specie cacciabili; periodo di addestramento dei cani da caccia; misure di salvaguardia dell’ambiente agricolo e forestale; prescrizioni valide nei siti della rete Natura 2000, nelle zone umide e nelle zone costiere; forme di prelievo venatorio degli ungulati, modalità per il rilascio del tesserino venatorio.

Massimiliano Pompignoli (Ln), pur apprezzando il lavoro svolto dall’assessore e dai tecnici regionali, ha annunciato “il voto di astensione della Ln per la scelta politica di non aver affrontato congiuntamente la riforma della legge regionale sulla caccia e la predisposizione del nuovo calendario venatorio, per divergenze riguardo ai periodi di caccia di alcune specie, in particolare la beccaccia, e per i criteri con cui si sono definiti i carnieri giornalieri di alcuni uccelli migratori”.

Tommaso Foti (Fdi-An) ha sottolineato come dalla lettura della versione finale del calendario “risulti evidente lo sforzo compiuto per cercare di contemperare le esigenze dei diversi soggetti coinvolti, talvolta in aperto contrasto”. A questo punto, ha aggiunto, “occorre approvare al più presto l’atto per dedicarsi alla riforma della legge regionale sulla caccia, auspicando che i soggetti interessati, in particolare le associazioni venatorie e gli Atc (Ambiti territoriali di caccia), sappiano lavorare per una sintesi fattiva delle posizioni su scala provinciale e per il salto di qualità richiesto da una gestione più professionale della caccia”. In conclusione, ha annunciato il proprio voto di astensione.

Per Gian Luigi Molinari (Pd) la messa a punto del nuovo calendario venatorio regionale “ha fatto registrare tensioni fra i soggetti interessati e, in svariati casi, all’interno degli stessi che la Regione dovrà impegnarsi a stemperare”. Nonostante, ha concluso, “abbia dubbi sui contenuti e riserve sul metodo, sono persuaso che il documento vada approvato in tempi rapidi, sentendomi libero, però, a titolo personale, di esprimere un voto di astensione”.

Per Andrea Bertani (M5s) lo scontento delle associazioni ambientaliste evidenzia che “forse si è fatto molto sforzo per andare incontro alle istanze degli Atc, grazie anche all’azione lobbistica dei consiglieri regionali cacciatori, ma non si è fatto lo stesso nei confronti degli altri soggetti interessati”. In merito ai progetti speciali, ha concluso, vigileremo affinché “non vengano messe a sistema cattive abitudini al posto delle sbandierate buone pratiche”.

Yuri Torri (Sel) ha sottolineato come la redazione di un calendario venatorio unico per il territorio regionale “sia un traguardo importante che testimonia l’efficacia dello sforzo compiuto dalla Regione”. Una volta operativo, si vedrà “quali eventuali modifiche si dovranno apportare in vista della prossima stagione venatoria”. “Il voto di Sel- ha concluso- sarà favorevole”.

Per Mirco Bagnari e Barbara Lori (Pd) “l’attenzione della Regione, che ha il dovere istituzionale di rappresentare tutti, nel recepire la maggior parte delle proposte e delle osservazioni dei vari soggetti interessati per portarle a un livello di sintesi eccellente, nonostante complessità e articolazioni, è la qualità distintiva del nuovo calendario”. La resistenza al cambiamento, hanno concluso, è fisiologica, ma siamo convinti che, “una volta operativo, tutti sapranno apprezzare le novità del calendario, come i progetti speciali, cogliendone appieno le opportunità, e sarà compito anche dei consiglieri regionali fornire le corrette informazioni”.

La presidente Serri ha evidenziato “l’assoluta rilevanza dell’impegno profuso dall’assessore Caselli e dai tecnici nella predisposizione del calendario, in considerazione dell’ingente carico di lavoro, Psr e legge di riordino istituzionale, che negli ultimi mesi ha gravato l’assessorato”. L’unicità per l’intero territorio regionale, ha sottolineato, è senza dubbio “la novità più importante del documento e il consensi trasversali che si sono registrati sia sul risultato finale sia sul metodo di concertazione adottato testimoniano che le aspettative dei soggetti interessati sono state in larga parte rispettate”. La caccia, ha concluso, “è funzionale all’interesse collettivo di un intero territorio e il calo dei cacciatori è un problema che dovrà essere affrontato nella riforma della legge regionale”. Così come, sempre nell’ottica dell’interesse collettivo, “occorrerà rendere più efficienti ed efficaci gli Atc, organi di gestione della caccia nel territorio”.

(lg)

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