COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Commissione parità approva risoluzione per chiedere rispetto diritti per popolo afghano, a partire dalle donne

Con questo atto si impegna la Giunta a sollecitare governo e Unione europea

Sostenere le iniziative di solidarietà, accoglienza e concreta vicinanza al popolo afghano a tutti i livelli e consentire l’evacuazione senza esclusioni di coloro che sono in pericolo, in particolare per le donne single o sole con figli, le persone LGBT+, le attiviste e gli attivisti per i diritti umani e per coloro che sono politicamente esposti, le giornaliste e i giornalisti, gli insegnanti, gli studenti, le operatrici e gli operatori sanitari e sociali e chi ha lavorato in programmi umanitari e di sviluppo con le organizzazioni internazionali.

La Commissione per la parità e per i diritti delle persone ha approvato una risoluzione presentata dalla maggioranza assembleare per chiedere all’esecutivo regionale di sollecitare Italia e Unione europea a mantenere alta l’attenzione sull’Afghanistan, “per tutelare i diritti umanitari fondamentali, soprattutto delle donne, dopo la presa del potere da parte dei talebani”.

Nell’atto d’indirizzo si sottolinea poi l’importanza di coinvolgere, in questo processo d’accoglienza, anche le comunità locali.

Dal Pd si è evidenziato come il dramma afghano, a seguito del ritiro della presenza militare occidentale e della presa definitiva del potere da parte dei talebani, ci consegni immagini e testimonianze drammatiche di un popolo abbandonato a se stesso, con ripercussioni forti sulle donne: “Vediamo le lacrime di consapevolezza e disperazione di tante donne che vedono infrangersi una prospettiva di libertà e autodeterminazione”.

Anche per la Lega il tema è importante, così come è fondamentale il lavoro che stanno portando avanti le istituzioni governative nazionali e tante comunità locali: “sono già 5mila gli afghani accolti in Italia”. Dal Carroccio si è poi lamentata l’assenza, nella risoluzione, si un riferimento, collegato alla crisi afghana, all’estremismo islamico.

(Cristian Casali)

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