COMUNICATO
Sanità e welfare

Coronavirus. Esperti in Commissione: possibile correlazione tra PM10 e diffusione del virus, anche per decessi

Maggioranza e opposizione chiedono di tenere conto della relazione tra inquinanti e diffusione del Covid nella programmazione delle politiche regionali

Possibile correlazione tra PM10 e diffusione del coronavirus, così come tra l’esposizione al particolato e la mortalità causata dal virus; fondamentale, quindi, il distanziamento sociale (anche oltre i due metri) e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale come le mascherine.

Questo quanto emerso, in sintesi, nell’audizione della commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Ottavia Soncini, e della commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro, in seduta congiunta, sulle possibili correlazioni tra inquinamento atmosferico e diffusione del Covid-19: hanno relazionato in audizione i professori Leonardo Setti, Elena Loli Piccolomini e Fabiana Zama dell’Università di Bologna e Annamaria Colacci del Ctr Ambiente, prevenzione e salute (Arpae Emilia-Romagna).

All’incontro hanno presenziato anche gli assessori regionali Irene Priolo e Raffaele Donini.

Leonardo Setti ha spiegato che “esiste una probabile relazione tra la presenza di particolato (uno degli inquinanti più frequenti nelle aree urbane), come le polveri fini PM10, al di sopra dei valori limite e la diffusione del virus, così come tra l’esposizione a questi inquinanti e la mortalità collegata allo stesso Covid: c’è evidenza che il virus possa essere presente nel microbioma del particolato atmosferico e quindi che sia veicolato a distanze superiori ai due metri (in assenza di polveri una persona positiva può infettare fino a 8 metri, con le polveri oltre 8 metri) e che abbia una maggiore capacità di infettare quando il limite di PM10 e PM2,5 sforano ripetutamente con serie ravvicinate superiori a quattro giorni consecutivi”. Il professore ha poi ribadito la necessità di utilizzare i dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, e di non sottovalutare l’importanza del distanziamento.

Anche per Annamaria Colacci esiste una correlazione tra l’inquinamento atmosferico e la diffusione del virus, dato che “sono plausibili interazioni da un punto di vista biologico (nesso causale tra esposizione e malattia)”. Per l’esperta il virus può entrare a contatto con il nostro organismo attraverso le particelle di particolato dato che i due elementi “convergono su una stessa molecola”.

Elena Loli Piccolomini e Fabiana Zama hanno invece sviluppato un modello matematico a più compartimenti, illustrato in commissione, con parametri variabili, per prevedere (nel breve periodo) il numero degli infetti (tasso dell’infezione), compresa la stima del picco.

Sono poi intervenuti svariati consiglieri.

Giancarlo Tagliaferri (Fdi) ha chiesto, relativamente alla diffusione del virus, di non trascurare il tema dell’inquinamento atmosferico. È importante, ha rimarcato, “che le politiche a livello regionale, così come a livello locale, tengano conto di questi aspetti”. L’emergenza non è finita, ha aggiunto, “deve continuare il lavoro di sensibilizzazione rivolto alla popolazione e si deve proseguire con la prevenzione”.

Per Giuseppe Paruolo (Pd) non va trascurato l’aspetto delle distanze: “da questa audizione emerge che il distanziamento applicato in condizioni normali non è sufficiente in condizioni di inquinamento”.

Anche per Silvia Zamboni (Europa verde) non va trascurato l’effetto prodotto dalle polveri sottili. Per la consigliera “l’inquinamento atmosferico, in quanto tale, è già motivo di indebolimento delle persone, che diventano quindi maggiormente infettabili”.

Per Silvia Piccinini (Cinquestelle) “la politica deve farsi carico di intervenire su quelle che sono le fonti emissive, mettendo in campo azioni rivolte alla prevenzione, dato che l’inquinamento è anche originato da attività antropiche”. “Si deve fare di più”, ha concluso la pentastellata.

Palma Costi (Pd), nel ribadire che “il tema dell’inquinamento atmosferico del bacino padano è prioritario anche per il programma di governo della Regione Emilia-Romagna”, ha però rimarcato l’importanza di “operare tenendo conto delle evidenze scientifiche: occorre rigore massimo”.

Al termina della seduta il presidente Caliandro ha ribadito che “quello della salute e della sicurezza dei cittadini è un tema che ci sta particolarmente a cuore, collegato a quello della prevenzione”. Anche la presidente Soncini ha spiegato che “quando parliamo di salute, tutte le politiche, in qualsiasi settore, sono collegate: la salute richiede responsabilità verso se stessi e anche verso gli altri: le responsabilità di tutti direzionata a una salute di comunità”.

(Cristian Casali)

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