Il decreto legge emanato dal Governo per mettere “in salvo quattro istituti di credito (Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti)” è al centro di una interpellanza di Tommaso Foti (Fdi-An), secondo cui il provvedimento “mette in ginocchio i piccoli risparmiatori, gli unici a dover essere tutelati”.
Di qui, l’invito alla Giunta a intervenire nei confronti del Governo, in particolare per quanto riguarda l’inclusione della Cassa di Risparmio di Ferrara: la conversione in legge del decreto nel testo attualmente in vigore, infatti, “finirebbe unicamente per creare nuovi poveri, prevalentemente residenti nel territorio ferrarese, colpevoli solo di avere investito in un istituto locale di credito che, negli anni, era divenuto il naturale punto di riferimento ove depositare i propri risparmi”.
Foti aggiunge che nel caso citato saremmo in presenza “di un sacrificio per decine di milioni di euro richiesto agli obbligazionisti, mentre per gli azionisti si profila una ‘stangata’, senza la speranza di recuperare anche una minima parte dell’investimento”.
“Appare fin troppo chiaro- denuncia il consigliere- che il decreto legge del Governo, condizionato dalla posizione di Banca Italia, rappresenta l’ennesimo specchietto per le allodole volto formalmente a salvaguardare i depositanti, ma nei fatti destinato, nella più totale indifferenza, a produrre effetti catastrofici sui risparmiatori, con 29.000 azionisti che perderanno 68 milioni di euro più gli 11,3 milioni del capitale sociale e 4.000 obbligazionisti che perderanno 51 milioni di euro”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(ac)


