Sostenere la continuità dell’attività editoriale di Bologna University Press (Bup) e tutelarne le professionalità, attraverso azioni di competenza e nel rispetto dell’autonomia universitaria. A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, sono i consiglieri Giovanni Gordini (Civici) e Gian Carlo Muzzarelli (Pd).
“La Fondazione Bup è una casa editrice nata nel 1998 come marchio dell’Università di Bologna – spiegano i consiglieri -. Dal 2003 utilizza personale proprio, con una dotazione di 11 dipendenti a tempo indeterminato, pubblicando circa 90 titoli l’anno e con un fatturato di 780mila euro. Il progetto iniziale è stato completamente messo in discussione, negli ultimi anni, dal cda dell’Ateneo di Bologna che di recente ha approvato un piano triennale di risanamento della casa editrice non meglio dettagliato”.
La situazione emersa nelle ultime settimane, rilevano i consiglieri, sta generando preoccupazione tra i lavoratori, dato che, da parte aziendale, vi sarebbe la volontà di procedere a un piano di riorganizzazione che prevedrebbe interventi anche sul fronte occupazionale.
“La Bup ha rappresentato uno strumento di valorizzazione della produzione culturale, anche con una significativa attività di messa a disposizione in formato ‘open access’ – proseguono Gordini e Muzzarelli -. Negli ultimi anni, si sono manifestate criticità economiche che hanno reso necessario un percorso di revisione organizzativa sul quale il confronto tra le parti è ancora in evoluzione”.
Da qui l’interrogazione alla giunta alla quale si chiede, tra l’altro, di favorire momenti di interlocuzione con i soggetti coinvolti, nella consapevolezza del valore culturale e strategico rappresentato da Bologna
University Press per il territorio regionale, e in considerazione del fatto che “il contesto attuale richiede equilibrio tra esigenze di sostenibilità gestionale e salvaguardia delle competenze professionali, anche attraverso strumenti di
accompagnamento e percorsi condivisi tra istituzioni e parti sociali”.
(Brigida Miranda)


