COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Cultura. L’Assemblea legislativa: “La Regione Emilia-Romagna aderisce all’Associazione Europea delle Vie Francigene”

Approvato all’unanimità il progetto di legge di Pd, Avs, Civici, M5 Stelle per valorizzare il legame tra la regione e lo storico cammino medievale

La Regione Emilia-Romagna aderisce all’Associazione Europea delle Vie Francigene. Dopo il via libera all’unanimità da parte della commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla e della commissione Cultura presieduta da Elena Carletti, l’Assemblea legislativa ha approvato ugualmente all’unanimità la proposta di legge di legge Pd, M5 Stelle, Civici e Avs. L’Associazione delle vie Francigene è l’organismo riconosciuto dal Consiglio d’Europa come rete per il coordinamento, la tutela e lo sviluppo dell’itinerario culturale europeo della Via Francigena, uno dei più rilevanti percorsi storico-culturali europei, riconosciuto nel 1994 quale Itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

“La Via Francigena rappresenta un corridoio culturale e spirituale che attraversa numerosi Paesi europei collegando Canterbury a Roma e proseguendo verso la Puglia, assumendo negli ultimi anni una crescente rilevanza sia sotto il profilo culturale sia in relazione allo sviluppo del turismo lento e sostenibile”, spiega Andrea Massari (Pd) che del progetto di legge è anche relatore oltre che primo firmatario. “Il territorio dell’Emilia-Romagna è interessato da un tratto significativo del percorso, che attraversa aree di grande valore storico, paesaggistico e culturale. La valorizzazione dell’itinerario rappresenta pertanto un’opportunità strategica per rafforzare la promozione integrata del territorio regionale, sostenere le economie locali, incentivare forme di turismo sostenibile e favorire la conoscenza del patrimonio culturale diffuso”, spiega Massari per il quale “l’adesione della Regione Emilia-Romagna all’Associazione Europea delle Vie Francigene consente di rafforzare la collaborazione istituzionale a livello europeo e internazionale, contribuendo alla definizione di strategie comuni di valorizzazione del percorso e alla promozione coordinata dei territori attraversati”.

Soddisfazione per l’approvazione della legge e per la conseguente adesione alla via Francigena è stato espresso dall’assessora al Turismo Roberta Frisoni.

Il dibattito

Per Giancarlo Tagliaferri (FdI) “il punto politico è capire se esiste una strategia regionale chiara e monitorabile. Risultano iniziative e attività promozionali ma non una vera ‘architettura’ regionale sulla via Francigena. Essendo un percorso europeo non possiamo permettere interventi scollegati, anche da un punto di vista degli investimenti sui territori. La provincia di Piacenza non può essere considerata solo il punto in cui il cammino entra in Emilia-Romagna: è la porta di ingresso nella nostra regione e ciò deve diventare elemento strategico. La via Francigena attraversa territori fragili che da anni chiedono strumenti concreti per evitare spopolamento, abbandono di attività commerciali e perdita di servizi. L’adesione a una sola associazione può rappresentare un limite. Questo percorso dovrebbe diventare uno strumento per generare permanenze, economia diffusa e valorizzazione delle produzioni locali. Ma per fare questo serve una programmazione precisa da parte della Regione che al momento manca”.

Luca Giovanni Quintavalla (Pd) ha evidenziato come “la via Francigena rappresenti un’opportunità nel rispetto del turismo lento e sostenibile, lontano dai soliti flussi tradizionali, per vivere il territorio in maniera autentica. Attorno ai cammini si creano nuove occasioni di promozione territoriale e anche in Italia la crescita di questo fenomeno è molto importante. Le persone in cammino nel 2025 sono state almeno 300mila e per questo la via Francigena, che attraversa Piacenza e Parma, è un patrimonio da valorizzare. I cammini favoriscono le economie locali delle aree rurali, meno interessate dal turismo di massa, oltre alla crescita delle attività ricettive e dell’artigianato creando nuove opportunità occupazionali”.

Posizione condivisa da Lodovico Albasi (Pd) per il quale, con la riscoperta del cammino lungo la via Francigena sarà possibile anche “recupererà un patrimonio esistente per dare alloggio ai pellegrini, in particolare a Calendasco e Berceto. Con il Gal abbiamo iniziato una collaborazione per valutare ciò che i due territori, di Parma e Piacenza, possono fare assieme con lo stesso obiettivo”.

Per Tommaso Fiazza (Lega) “oggi la Regione sta facendo un passo importante per la valorizzazione del proprio turismo, ma si tratta di un primo passo: ora serve una visione più ampia e più coordinata. Il governo, grazie alla Lega, sta lavorando sullo stesso tema, così come abbiamo appreso che anche la Regione Toscana sta pensando a una legge sul tema. L’importante è essere impegnati per la valorizzazione del territorio”.

Matteo Daffadà (Pd) ha ricordato come “oggi parte un lavoro molto importante: valorizziamo il nostro territorio attraverso il turismo e la cultura. Esiste una rete fatta di luoghi e di servizi che già rende ricca la nostra regione anche grazie a realtà come la via Francigena”.

Per Elena Carletti (Pd) “con questa legge la Regione compie una scelta strutturale e culturale: la via Francigena rappresenta uno dei luoghi più importanti della nostra regione, è un network internazionale di grande valore entrare nel quale è un valore aggiunto per tutta l’Emilia-Romagna”.

Per Ferdinando Pulitanò (FdI) la via Francigena “è patrimonio di tutta la regione perché da tutta l’Emilia-Romagna partono strade secondarie che si uniscono a quella principale. Questo cammino passa da tanti piccoli borghi per i quali, tra l’altro, Fratelli d’Italia ha presentato un progetto di legge per la valorizzazione. La Francigena è un filo conduttore che unisce l’Europa dei popoli, ma l’Emilia-Romagna si è svegliata molto tardi. Speriamo che questa adesione sia un punto di partenza, non solo un atto formale, perché la nostra regione è il cuore pulsante di questo progetto”.

Paolo Trande (Avs) ha ricordato come “l’adesione all’associazione sia il primo atto di un percorso di valorizzazione del percorso. La via Francigena non è solo una strada ma un filo che cuce insieme l’Europa: è uno degli elementi più interessanti perché di elementi che mettano insieme l’Europa ne abbiamo bisogno. Questo cammino è un modello di turismo sostenibile, porta i viaggiatori nei piccoli borghi ed è un investimento sull’economia locale, in particolare quella montana. In tempi di muri, vie come la Francigena rappresentano corridoi di pace, un modello di sviluppo che rispetta i luoghi e le persone”.

Per Barbara Lori (Pd) “questo passaggio è significativo perché consentirà di cogliere nuove opportunità rispetto a una via che interessa il nostro territorio: un luogo di turismo lento che porta in sé elementi identitari e culturali, un attrattore turistico per i nostri borghi. Ci sono comuni, oltre a Fidenza dove si trova una delle due sedi l’associazione, che hanno investito per potenziare la ricettività, le piste ciclabili e i punti di sosta. Non possiamo che vedere in modo positivo la condivisione di obiettivi. Esempio di esperienze condivise, che ha portato buoni risultati, è la via dei Linari, che attraversa i territori di Parma e Massa, in Toscana”.

Niccolò Bosi (Pd) ha ricordato come “la via Francigena unisce comuni, territori e paesi: per questo l’adesione della nostra Regione all’Associazione delle Vie Francigene è un modo fondamentale per valorizzare i cammini e creare una reale attività di scambio tra i luoghi culturali in Europa e portare avanti strategie per la promozione di questi territori. La nostra regione è ricca di percorsi e luoghi storici che vogliamo continuare a valorizzare in una dimensione europea”.

Per Fabrizio Castellari (Pd) “oggi la Regione compie un passo molto importante sia sul piano di valorizzazione della nostra storia, sia della promozione del turismo nel nostro territorio. Attraverso questa legge la Regione dà una grande spinta alla valorizzazione del territorio”.

Per Priamo Bocchi (FdI) “percorsi come la Francigena testimoniano un risveglio di interesse con indubbi vantaggi per l’area appenninica. Sempre più persone riscoprono cammini di indubbio valore spirituale che si snodano tra chiese e pievi e credo che questo aspetto non si possa ignorare. Come gruppo di Fratelli d’Italia chiediamo che l’intervento non sia solo un atto simbolico ma deve essere il primo passo verso un impegno attivo, investimenti reali, cura e manutenzione dei luoghi, attività di promozione con il necessario coordinamento e supporto per gli enti coinvolti”.

Lorenzo Casadei (M5 Stelle) ha ribadito che “la Francigena attraversa i luoghi con rispetto e porta del valore ai piccoli borghi e all’Appennino. L’adesione all’associazione deve essere uno strumento e non l’obiettivo finale traducendosi con azioni concrete”.

Cosa è la via Francigena, tra il mondo e l’Emilia-Romagna

La Via Francigena è un antico tracciato di pellegrinaggio che conduce dall’Europa Nord-Occidentale (la terra dei Franchi) a Roma e poi verso Santa Maria di Leuca in direzione Gerusalemme. Al contrario di quanto si potrebbe credere, storicamente non era costituita da un unico itinerario ma da un insieme di percorsi e sentieri che nel complesso formavano un sistema viario verso Roma. Il percorso attuale parte dall’Inghilterra e attraversa la Francia, la Svizzera e l’Italia, sino al cuore della cristianità e alla tomba di Pietro, per continuare poi verso i porti d’imbarco della Puglia. Il percorso da Canterbury a Roma ripercorre le 79 tappe del pellegrinaggio compiuto nel 990 d.C. dal Vescovo Sigerico che si recò a Roma per ricevere il Pallio da Papa Giovanni XV. Il percorso che da Roma porta alla Puglia si basa invece su testimonianze lasciate da un pellegrino anonimo burdigalense del 333. A partire dal 1994, la Francigena è stata dichiarata “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, assumendo così un “itinerario fisso” e, al pari del cammino di Santiago, la dimensione sovranazionale che ha sempre rappresentato. Dal 2019, il Consiglio d’Europa ha riconosciuto come parte dell’itinerario culturale anche la Francigena del Sud, espandendo il percorso della Francigena a 3.200 km. Sei tappe e alcune varianti storiche attraversano l’Emilia–Romagna per un totale di quasi 200 km, offrendo paesaggi, emozioni e comunità uniche. Dal fiume Po, con il suggestivo Guado di Sigerico, si attraversano i Comuni di Calendasco, Rottofreno, Piacenza, Pontenure, Cadeo, Fiorenzuola d’Arda e Alseno in Provincia di Piacenza. La provincia di Parma si apre con Fidenza e prosegue attraversando Noceto, Medesano, Fornovo di Taro, Terenzo e Berceto. La variante storica che parte da Parma, infine, attraversa il Comune di Collecchio e costeggia il Parco fluviale del Taro per poi ricongiungersi a Fornovo di Taro.

Oltre al primo firmatario Andrea Massari (Pd), il progetto di legge è stato sottoscritto anche dai democratici Luca Giovanni Quintavalla, Eleonora Proni, Ludovica Carla Ferrari, Niccolò Bosi, Maria Costi, Barbara Lori, Fabrizio Castellari, Marcella Zappaterra, Lodovico Albasi, Matteo Daffadà, Simona Lembi e Paolo Calvano, e da Lorenzo Casadei (M5 Stelle), Vincenzo Paldino (Civici), e Paolo Trande (Avs).

(Luca Molinari)

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