COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

CULTURA. MEMORIA DEL NOVECENTO, OK AL PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 2016-2018

Un milione di euro lo stanziamento per il 2015, a breve saranno pubblicati i bandi. Favorevoli Pd e Sel, astenuti Lega nord e M5s. Contrari Fi e Fdi.

Usciranno entro luglio i bandi per il finanziamento delle attività di ricerca, cuturali e didattiche che promuovono la storia del ‘900 e la conoscenza dei luoghi più significativi  per le vicende che hanno contrassegnato del secolo scorso.   Con il Programma degli interventi sulla Memoria per il triennio 2016-2018, approvato oggi dall’Assemblea legislativa, iniziano a prendere forma le indicazioni tracciate dalla recente legge regionale. Il Programma – che ha avuto i voti favorevoli di Pd e Sel, astenuti Lega nord e M5s; contrari Fi e Fdi – potrà contare per il 2016 su un budget messo a bilancio di 1 milione di euro. Idem per l’anno successivo.

Francesca Marchetti (Pd) ha sottolineato la coerenza del Programma con gli obiettivi e le finalità della prima legge regionale in Italia per la valorizzazione della Memoria del Novecento e che si propone di sostenere iniziative che vanno dalla ricerca alla formazione prevedendo anche il coordinamento degli istituti storici. L’obiettivo – ha ricordato – è quello di valorizzare il lavoro delle tante istituzioni riconosciute a livello regionale che sono protagoniste nei territori.

Matteo Rancan (Lega nord) ha annunciato voto di astensione. “Riconosciamo il valore della storia, specie per le generazioni future che devono trarre un insegnamento affinché certi fatti non debbano più ripetersi. – ha detto – Tuttavia la storia del ‘900 non si riduce solo al periodo della Resistenza e richiede di essere ‘super partes’”. Ad esempio – ha suggerito – andrebbe insegnato che ci furono stragi attuate dai partigiani.

Giudizio positivo da Yuri Torri (Sel). La legge – ha precisato – ha rappresentato un passaggio importante ed era molto attesa. Studiare storia – ha poi commentato – significa studiare la complessità di un periodo e le ricerche hanno approfondito diversi aspetti che raccontano di una regione tra le più povere d’Italia ed ha raggiunto la posizione attuale grazie ad amministrazioni connotate da un certo colore politico e al loro modo di governare.

Voto contrario da Tommaso Foti (Fdi), “per una questione di metodo più che di merito”. Con la legge –ha sostenuto – “si era cercato di raggiungere un punto di equilibrio che con questo documento si è rotto. Non posso ritrovarmi in criteri che indicano una direzione unilaterale nella scelta delle iniziative da finanziare le quali hanno poi una ricaduta sull’interpretazione dei fatti storici”.

Non c’è un’unica direzione ma l’indicazione di tre livelli nei finanziamenti – ha detto l’assessore alla cultura, Massimo Mezzetti, ricordando che la stessa legge sulla Memoria del ‘900 raccoglie l’eredità di vecchie norme regionali ora abolite e ricomprende quindi la valorizzazione di istituzioni riconosciute a livello nazionale. Come richiesto nel dibattito politico, ha ribadito, nei bandi in uscita ci saranno criteri per destinare una percentuale di fondi anche per finanziare le attività legate alle ricorrenze che sono nel calendario civile.

Isabella Scandaletti

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