COMUNICATO
Assemblea

Cultura Parma. La mostra per i 150 anni del Cai di Parma arriva in Assemblea legislativa

Il 17 febbraio la vicepresidente dell’Assemblea legislativa Barbara Lori inaugura “Paesaggio Appennino. Passato e Presente. Un percorso tra arte, letteratura e fotografia”

Dipinti, fotografie storiche, incisioni, mappe, pannelli illustrativi e documenti d’archivio: un viaggio attraverso il paesaggio dell’Appennino Tosco-Emiliano – con particolare attenzione al contesto parmense – dal passato al presente. Realizzata per celebrare i 150 anni del Cai di Parma festeggiati nel 2025, “Paesaggio Appennino. Passato e Presente. Un percorso tra arte, letteratura e fotografia” fa ora tappa nei locali dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Il taglio del nastro è previsto alle ore 13.30 del 17 febbraio, in viale Aldo Moro 50 a Bologna, ad opera della vicepresidente dell’Assemblea legislativa Barbara Lori, presenti il presidente del Cai Emilia-Romagna Francesco Casanova, il presidente del Cai di Parma Gianluca Giovanardi e Andrea Greci, direttore editoriale del Club Alpino Italiano e curatore della mostra.

Con foto che risalgono ai primi decenni del XX secolo e quadri che attraversano i secoli, l’esposizione evidenzia come anche le aree apparentemente “naturali” siano in realtà il frutto di un lungo e complesso dialogo tra uomo e ambiente che accompagna i visitatori in un vero e proprio viaggio nel tempo, grazie a dipinti, fotografie storiche e contemporanee, incisioni, mappe e documenti d’archivio.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 4 marzo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18 e ha come scopo quello di rilanciare la storia e il valore dell’Appennino. Per oltre due millenni, infatti, le Alpi sono state al centro di una narrazione che le ha rese simbolo ed emblema, stereotipo e laboratorio, in una lettura ambivalente tra terrore e stupore, repulsione e incanto. L’Appennino, apparentemente, è sempre rimasto ai margini, spesso lontano delle attenzioni di studiosi, viaggiatori, scrittori, poeti, artisti. Lontano, per esempio, dall’estetica del sublime o dal racconto, spesso intriso di epica, dell’alpinismo in tutte le sue molteplici forme.

Riannodando le trame della storia, studiando le opere d’arte figurativa, leggendo le fonti documentarie e letterarie, osservando antiche incisioni o la cartografia storica, è possibile però ricostruire il rapporto tra l’uomo e gli elementi naturali dell’Appennino, comprendere come si è evoluto il paesaggio bio-culturale di queste “montagne di mezzo” e la loro percezione, anche soprattutto grazie al confronto tra le fonti storiche e l’aspetto contemporaneo. 

L’esposizione in Assemblea legislativa è stata realizzata con il sostegno del Comune di Parma, del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, dei Parchi del Ducato, del Club Alpino Italiano – Gruppo Regionale Emilia-Romagna e con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Parma e della Provincia di Parma.

Il Cai di Parma tra storia e numeri

Il Cai di Parma conta oltre 2.200 iscritti e, fra le sue attività, riesce a far sì che ogni anno oltre 2.500 partecipino a escursioni e altre attività legate alla natura. La nascita del Cai di Parma è di poco successiva a quella del Regno d’Italia: correva l’anno 1875, per la precisione il 9 gennaio, quando queste poche righe decretavano la nascita del Cai di Parma: “La Direzione della Sede Centrale del Club Alpino Italiano nell’Adunanza del 7 corrente ha accolta favorevolmente la domanda firmata dalla S. V. e da altri Signori di Parma e delle città vicine, per la istituzione della Sezione Parmense del Club Alpino. Dal detto giorno perciò resta regolarmente costituita la nuova Sezione col numero di trentadue Soci, numero che in breve tempo e senza dubbio aumenterà d’assai”.

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(Luca Molinari)

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