COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Diritti. Avs-M5s-Civici: “Il governo israeliano metta fine alle sofferenze del popolo palestinese”

Con una risoluzione a prima firma Paolo Trande i consiglieri chiedono alla Regione di sollecitare il Governo affinché intervenga con la Commissione e il Parlamento europeo chiedendo loro, anche sospendendo l’accordo di associazione Unione europea-Israele, di far sì che il Governo israeliano interrompa le violazioni dei diritti umani ai danni dei palestinesi

La Regione Emilia-Romagna chieda al Governo di attivarsi con la Commissione e il Parlamento europeo affinché l’Ue ricorra a tutti i mezzi di cui dispone, compresa la sospensione temporanea o la revoca dell’accordo di associazione con Israele, per costringere il governo israeliano ad alleviare le sofferenze dei palestinesi, nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.

E’ l’impegno chiesto alla Giunta in una risoluzione a prima firma Paolo Trande (AVS) e sottoscritta dai colleghi di partito Simona Larghetti e Paolo Burani oltre a Lorenzo Casadei (M5s) e Giovanni Gordini (Civici con de Pascale).

“Nonostante le prove delle molteplici violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale presentate dalle suddette istituzioni – ha sottolineato Trande – ad oggi l’Unione europea non ha ancora intrapreso alcuna azione significativa per condannare o sanzionare lo Stato di Israele, come ad esempio la sospensione del suo accordo di associazione. Tale mancanza di azione dell’Ue è in contrasto con i trattati stessi, che stabiliscono chiaramente che tutte le azioni e le politiche dell’Unione, compresi gli accordi internazionali, devono contribuire e garantire il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. L’obbligo di agire dell’Ue deriva non solo dai suoi trattati istitutivi, ma anche dai trattati delle Nazioni Unite, dal diritto internazionale consuetudinario e dalle ordinanze della Corte internazionale di giustizia”.

“L’Ue ha condannato fermamente la recente approvazione in Israele della pena di morte per i palestinesi – ha proseguito il consigliere – definendola una grave regressione del diritto internazionale. Con una lettera inviata lo scorso 17 aprile all’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, i ministri degli Esteri di Spagna, Irlanda e Slovenia, José Manuel Albares, Helen McEntee e Tanja Fajon, hanno accusato Israele di aver violato l’accordo di associazione con l’Ue. L’allargamento della pena di morte da parte della Knesset per alcuni reati se commessi da palestinesi e le azioni violente dei coloni israeliani in Cisgiordania, denunciava la missiva, costituiscono delle violazioni dei diritti umani fondamentali. A causa della mancanza dell’unanimità tra i 27 Paesi membri e dell’esplicita contrarietà dei rappresentanti di Germania e Italia, il 21 aprile il Consiglio Esteri dell’Unione europea riunito in Lussemburgo ha accantonato tale proposta”.

Da qui la risoluzione per chiedere al governo di intervenire in Europa per mettere fine alla sofferenza dei palestinesi di intraprendere azioni nei confronti dello Stato di Israele.

(Lucia Paci)

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