COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

Diritti. Lega: quanto costa il questionario su discriminazioni e le violenze di genere?

Indagine on line sul portale della Regione: “Questi dati sono già presenti in ricerche di altri organismi e non si conoscono le associazioni che partecipano né come sia stato strutturato il questionario”

La Lega vuole sapere dalla Regione quale sia il finanziamento del “questionario (da compilare in forma rigorosamente anonima) per svolgere una “indagine su discriminazioni e violenze basate sull’orientamento sessuale e di genere”. Il questionario si trova su un’apposita pagina del sito web: https://regioneer.it e può essere compilato online”.

L’interrogazione del Carroccio chiede, oltre al finanziamento, perché si sia dato il via al questionario “dal momento in cui OSCAD ed altri istituti di ricerca forniscono già le informazioni sulla tematica in questione”. Inoltre, si chiede di conoscere quali siano state “le scelte metodologiche compiute a proposito della strutturazione del questionario e del campione e come si prevede di utilizzare le informazioni raccolte nell’ambito del progetto di ricerca e con quali ricadute per i servizi presenti sul territorio regionale”.

Il progetto, spiega il Carroccio, è attuato con l’Università statale di Padova e gli item del questionario “sono stati elaborati in collaborazione con le associazioni LGBTQI+ del territorio e di altri (non ben precisati) attori sociali coinvolti nel progetto”. Inoltre, le informazioni richieste sono già presenti in altri studi come Oscad (Osservatorio per la “Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori”) della Polizia di Stato. Per “Pro vita e famiglia”, poi, non vi sarebbe un’emergenza omofobia perché su 361 segnalazioni di reati a sfondo discriminatorio solo 77 sarebbero “quelle inerenti l’orientamento sessuale o l’identità sessuale della presunta vittima”.

La Regione, concludono i leghisti, da anni prende posizione sulle tematiche Lgbtqi+ anche con leggi regionali e nel Defr ci sono 17 obiettivi strategici per la “parità di genere”. Infine, si sottolinea come non siano “esplicitate le associazioni che hanno fornito un contributo. Tantomeno vi è una precisazione circa il criterio seguito per la selezione degli interlocutori, che sono risultati partner nel progetto”.

(Gianfranco Salvatori)

La comunicazione istituzionale del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 21 luglio 2022 è soggetta alle disposizioni in materia di par condicio

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