COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

DIRITTI. RELAZIONE 2015 DIFENSORE CIVICO GARDINI: 577 LE ISTANZE AVANZATE DAI CITTADINI

Il 44% delle richieste arriva da Bologna. Multe per codice della strada o applicazione di tributi l’argomento più ricorrente

Cresce ancora l’attività del Difensore civico regionale Gianluca Gardini, che ha illustrato questa mattina in Aula la relazione sulla sua attività nel 2015: nell’anno passato sono state 577 le nuove istanze avanzate dagli emiliano-romagnoli alla figura di garanzia dell’Assemblea legislativa che si occupa di dirimere le controversie tra cittadini e pubblica amministrazione.

Quasi una istanza su due, il 44%, è stata presentata da persone provenienti dall’area di Bologna. Rispetto alle altre provincie la distribuzione risulta piuttosto uniforme e si aggira intorno al 6%, con l’unico scostamento rappresentato dalla provincia di Piacenza dove il dato numerico arriva a poco più del 2%. Il canale di presentazione di gran lunga più utilizzato è quello telematico (94% del totale).

Nel corso del 2015 sono state trattate 487 richieste di intervento. La distribuzione per materia evidenzia come il settore di attività maggiormente interessato, con il 24% (nel 2014 era il 20%), è quello delle sanzioni amministrative riferite al codice della strada o all’applicazione di tributi. Il diritto di accesso rappresenta il 21% delle istanze trattate ed è una tipologia di intervento in consistente crescita, mentre una quota significativa di istanze, pari a circa il 20% del totale accorpando edilizia-urbanistica e governo del territorio, coinvolge direttamente gli enti locali del territorio. Si mantengono stabili, in termini numerici, le istanze relative alla, spesso non riconosciuta, responsabilità degli enti locali per danni causati da cattiva/inesistente manutenzione della rete viaria cittadina. In deciso aumento le richieste di intervento in ambiti quali sanità e politiche sociali, il cui numero di istanze è raddoppiato rispetto alle 25 del 2014. Gli argomenti più ricorrenti nelle istanze sanitarie riguardano informazioni sulla corretta applicazione del ticket sanitario, sulla sua esigibilità nel tempo e sulla responsabilità del medico nel rapporto col paziente. Sul versante delle politiche sociali, invece, le lamentele più ricorrenti nel corso del 2015 riguardano l’applicazione del nuova normativa Isee e, conseguentemente, il suo impatto sulle prestazione sociali agevolate e la richiesta di interventi a favore di persone diversamente abili: si tratta di istanze che hanno avuto come richiedenti soprattutto rappresentanti del terzo settore.

Un dato rilevante è la grande collaborazione delle Pubbliche amministrazioni coinvolte, se si considera che solo 3 enti su 577 non hanno collaborato. Le istanze che si sono concluse con un accoglimento delle tesi del difensore civico sono state 152, con un mutamento dell’originario provvedimento a favore del cittadino ricorrente. Le istanze rivelatesi infondate, cioè quelle in cui l’ente imputato non ha mostrato comportamenti illegittimi, sono state 102. In 23 casi, invece, la pubblica amministrazione ha dissentito dalla tesi del Difensore civico ed ha riconfermato, motivandolo, il proprio comportamento.

Il 2015, e i primi tre mesi del 2016 sembrano confermare questo trend, vede un consistente aumento di ricorsi contro il diniego, espresso o tacito, della pubblica amministrazione ad accedere a documenti amministrativi.

L’approfondimento specifico del Difensore civico relativamente alla tutela dei diritti delle persone con disabilità si è concentrato, nel 2015, sul tema del diritto alla mobilità, come ad esempio il problema dell’accessibilità delle infrastrutture e dei mezzi di trasporto o quello relativo all’accesso, da parte delle persone con disabilità, alle zone a traffico limitato o infine la questione relativa al diritto di accesso agli spazi di parcheggio riservati.

I soli ricorsi al Giudice di Pace delle 117 istanze che nel 2015 hanno riguardato sanzioni amministrative o tributi, al costo più ridotto del contributo unificato, sarebbero costati complessivamente ai cittadini 5.031 euro. I 102 ricorsi per l’ottenimento dell’accesso ad atti della pubblica amministrazione, al solo costo di un ricorso al Tar, avrebbero comportato per gli emiliano-romagnoli ricorrenti una spesa di almeno 30.600 euro.

Dopo la relazione, l’Assemblea si è espressa su due risoluzioni presentate dal M5s e illustrate da Andrea Bertani. La prima, per promuovere la conoscenza della figura del Difensore civico tra le associazioni delle persone con disabilità, è stata approvata all’unanimità, mentre la seconda, per favorire gli accordi della figura di Garanzia con i Comuni, è stata votata per parti separate: il primo punto ha ricevuto un voto favorevole di tutti i consiglieri presenti, mentre il secondo, che chiedeva forme di sostegno per gli enti locali, è stato respinto a maggioranza.

(Jacopo Frenquellucci)

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