Tra i 35 e i 50 anni, sposato con in media due figli, una buona istruzione e nel 40% dei casi è la partner a dare il via al percorso: è questo il profilo tipo dell’ “uomo maltrattante” che si rivolge al Centro Liberiamoci dalla violenza del’Azienda Usl di Modena, così come presentato questa mattina da Monica Dotti dell’Ausl di Modena, coordinatrice del progetto, alla commissione Parità e diritti delle persone, presieduta da Roberta Mori.
In cinque anni il Centro, con accesso gratuito e volontario, ha accolto più di 164 persone, a fronte di oltre 550 contatti, tra uomini che si sono rivolti direttamente a Ldv (214), partner che lo hanno fatto per loro (70) o professionisti invianti e altre persone interessate (289).
Molto varia anche l’estrazione sociale, da disoccupati a imprenditori passando per insegnanti, pensionati o professionisti della sanità.
Al momento sono 36 gli uomini che stanno effettuando un percorso: il più giovane di loro ha 20 anni, il più anziano 61. Dal 2011 a oggi le terapie concluse con una dimissione sono state 61, mentre 20 uomini hanno disdetto o non si sono presentati al primo appuntamento, 26 hanno interrotto dopo un colloquio, 20 non hanno dimostrato motivazione al cambiamento e 21 non si sono rivelati adatti al percorso, ad esempio perché dovevano ancora risolvere problemi specifici come tossicodipendenze o alcolismo.
In quattro casi su dieci sono le compagne a spingere l’uomo a rivolgersi al Centro, ma- fa notare Dotti- sono aumentate anche le indicazioni di rivolgersi a Ldv fornite dai servizi sociali e ora rappresentano il 25% di tutti gli invii.
Gli obiettivi del Centro, continua la responsabile di Ldv, sono “contribuire a far cessare o ridurre comportamenti violenti”, “migliorare la sicurezza delle donne e minori”, “promuovere una cultura di possibilità di cambiamento” e infine “favorire l’assunzione di responsabilità verso le proprie azioni”. Lavorano al centro al momento tre psicologi uomini, una psicologa donna, un consulente per la psichiatria e una sociologa che coordina il progetto.
Hanno poi illustrato la propria attività anche i responsabili della campagna Noino.org, che invita- anche attraverso l’esempio di testimonial famosi- gli uomini “a prendere parola per dire no alla violenza maschile sulle donne”.
“Il tema del ruolo degli uomini nella parità di genere ha elementi di indubbia importanza, anche in previsione dell’approvazione del Piano regionale antiviolenza, per questo motivo era particolarmente importante avere con noi la prima esperienza organica e strutturata in Italia, quella dell’Asl di Modena- spiega la presidente Mori- e anche chi si occupa della strategie comunicative di coinvolgimento. Il Piano antiviolenza è già stato approvato in Giunta, ora l’assessore alle Pari opportunità lo sta condividendo sui territori per raccogliere osservazioni prima della definitiva approvazione”.
(jf)


