Con una risoluzione rivolta all’esecutivo regionale è Galeazzo Bignami di Forza Italia a chiedere, in Assemblea legislativa, di riformare il sistema dei consultori e di operare per ridurre le interruzioni volontarie di gravidanza.
Il consigliere, citando i dati regionali, ha riferito che “dal 1992 ad oggi in Emilia-Romagna le interruzioni volontarie sono state circa 250mila, 6mila solo nell’ultimo biennio”. Per Bignami l’inerzia della Regione su queste tematiche è anche la causa di problematiche collegate al calo demografico, “a Pavullo nel Frignano, ad esempio, non è più possibile nascere ma si può invece abortire”.
È poi intervenuta Roberta Mori del Partito democratico che ha chiuso alla proposta dell’opposizione: “questa risoluzione non ci può vedere favorevoli”. In Emilia-Romagna, ha poi rimarcato, “le interruzioni volontarie di gravidanza sono in calo, circa del 35 per cento”. Ha inoltre ricordato che le cittadine più esposte al problema sono quelle straniere. Per la consigliera “non si può colpevolizzare un diritto sancito da una legge, la 194”.
Anche Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha annunciato in aula “voto assolutamente contrario alla risoluzione”, ribadendo che “le interruzioni volontarie di gravidanza sono in costante diminuzione in questa regione”. Ha poi criticato la correlazione avanzata da Bignami tra demografia e immigrazione: “più del 40 per cento delle interruzioni riguardano donne straniere”. Bisogna, ha concluso la consigliera, “avere rispetto quando si parla di questi argomenti che le donne vivono sulla propria pelle”.
Infine, Igor Taruffi di Sinistra italiana ha parlato di “toni, quelli di Bignami, da campagna elettorale”.
L’atto di indirizzo è stato respinto con il voto contrario di Pd, M5s, Si e Misto-Mdp;l sì invece di Ln, Fi e Fdi.
(Cristian Casali)


