COMUNICATO
Ambiente e territorio

Energia. Montalti (Pd): “Più valore a infopoint per riduzione consumi cittadini ed emissioni CO2”

La Regione punta alla diminuzione del 40% di anidride carbonica entro il 2030. Per la consigliera dem servono un cambiamento delle abitudini quotidiane e una migliore comunicazione in materia

Quali azioni si possono mettere in campo per riconoscere gli sportelli per l’energia, presenti nei Comuni della regione Emilia-Romagna, come attuatori di transizione energetica e mitigazione climatica? È questo il quesito di un’interrogazione presentata da Lia Montalti del Partito democratico, in cui rimarca la centralità di questi sportelli “per creare un ponte fra cittadini e amministrazioni comunali”.

Sono 60 i comuni emiliano-romagnoli che hanno già aderito al “Patto dei sindaci per il clima e l’energia” e hanno già approvato e realizzato, o stanno per farlo, i Piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), anche grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione stessa, in cui rientrano gli sportelli per l’energia. Occorrerebbe, dunque, una migliore attività di promozione legata a tale tematica, con un’informazione specifica anche su caldaie, stufe ed efficienza energetica “in modo da creare un effetto leva tra differenti pianificazioni regionali e locali, andando a creare sinergia tra obiettivi differenti”.

In quest’ottica si avrebbe anche una riduzione delle emissioni di CO2, con il raggiungimento degli obiettivi che gli stessi Comuni si prefiggono, e cioè la diminuzione del 40% di anidride carbonica entro il 2030 che la Regione si è posta nel Per (Piano energetico regionale) e che “è subordinata alla capacità delle amministrazioni locali di stimolare il cambiamento di abitudini nel quotidiano, di fornire corrette ed adeguate informazioni in materia, oltre che identificare azioni che possano attivare percorsi di riqualificazione energetica e riduzione dei consumi”.

Sul piano economico e dei costi, Montalti sottolinea che il costo di gestione di uno sportello si aggira sui 40.000 euro, considerando la presenza di personale, cifra che può essere reperita “nell’ambito del programma Criter, che prevede la vendita di bollini per il controllo delle caldaie”. Ogni bollino ha un costo variabile a seconda della potenza dell’impianto e può variare dai sette euro fino ai 100 per gli impianti a grossa potenza e condominiali.

(Nicoletta Pettinari)

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