Una risoluzione che “è coerente con il processo democratico che è stato alla base dell’Unione Europea e che deve tornare a rappresentare il cuore della sua auspicabile evoluzione”, secondo il principale partito di maggioranza; un atto che invece ha “troppe lacune”, secondo le forze di opposizione, tutte concordi nel sottolineare “un grave silenzio sul Trattato di libero scambio (Ttip) fra Europa e Stati Uniti”.
All’interno dei lavori della Sessione europea 2016 dell’Assemblea legislativa, tutti i gruppi consiliari hanno avuto modo di esprimersi sulla risoluzione, poi approvata a maggioranza dall’Aula, che indicava gli indirizzi per la partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione europea.
Il Partito Democratico ha rivendicato l’importanza della risoluzione che viene approvata, “coerentemente con il processo democratico che è stato alla base dell’Unione Europea e che deve tornare a rappresentare il cuore della sua auspicabile evoluzione”, dal momento che “questo documento esce da un approfondito confronto, raccogliendo il contributo di molti soggetti”. Il Pd ha poi sottolineato il ruolo delle Regioni nella fase ascendente del diritto comunitario e nella definizione del programma di lavoro dell’Ue; in questo ambito, hanno ribadito, “è necessario porre particolare attenzione alla protezione e all’inclusione sociale e alle politiche attive per il lavoro”.
Per il gruppo Lega Nord, “non è possibile sostenere l’atto di indirizzo posto in votazione, a differenza di quanto accaduto nella sessione europea 2015”. Il consigliere intervenuto cita “tre lacune essenziali”: prima di tutto “manca un giudizio negativo sul permanere delle sanzioni verso la Russia, con le sue gravi conseguenze sull’economia emiliano-romagnola”, poi “non c’è adeguata determinazione nel contribuire a impedire che l’Ue riconosca la Cina come economia di mercato”; infine, il gruppo Ln evidenzia “un grave silenzio sul Trattato di libero scambio (Ttip) fra Europa e Stati Uniti, sia sul piano dei contenuti che da quello del controllo democratico”.
Da “europeisti radicali”, come si considera il Movimento 5 stelle, è evidente “la delusione per l’Europa come si sta delineando: una struttura poco democratica e molto burocratica, preoccupata di difendere lobby, banche e multinazionali, anziché i cittadini”. Secondo i consiglieri “discende da qui il forte calo nella partecipazione al voto per il Parlamento europeo: in questi ultimi anni, l’Ue ha allargato i confini e ristretto la visione, mostrandosi forte con i deboli come gli immigrati e la Grecia, ma incapace di consolidare un progetto comune”. Quanto alla risoluzione, spiegano “come M5s abbiamo cercato di introdurvi questioni cruciali, riuscendoci solo in parte: ciò non è avvenuto a proposito del Ttip, dove va riaffermato almeno un principio di precauzione”.
Per Sel è di primaria importanza “garantire migliori condizioni alle persone, un’Europa dei diritti sociali e civili: l’Europa che credeva in questi valori si sta smarrendo, ha indossato il vestito del rigore, si preoccupa più della circolazione dei capitali che delle persone”. Sul tema Ttip il Gruppo di Sel rileva che “prevede aspetti pericolosi, come l’introduzione dell’arbitrato internazionale, con il concreto rischio di cedere quote di controllo democratico a soggetti che nulla hanno a che vedere con la democrazia”.
Per Forza Italia, “l’Europa di oggi si è dimenticata della propria storia, delle proprie identità, rinunciando a inserire tra i propri principi un richiamo alla tradizione cristiana”. È un’Europa, ha rimarcato Fi, che “guarda alla Turchia, realtà a noi culturalmente lontana, e penalizza la Russia, paese integrante del nostro continente”. Inoltre, il Gruppo Fi ha rilevato, sul tema della crisi economica, “la necessità di trasformare un’economia basata sulla finanza in un’economia reale basta sulla produzione: non si può credere di costruire autentica ricchezza facendo soldi con i soldi, occorre investire su innovazione, formazione e qualità”.
Infine, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale ha parlato di “una forte crisi di valori, un fallimento collegato anche alla nostra curva demografica: il futuro pare rappresentato da giovani che non hanno origini europee”. Secondo il consigliere intervenuto “stiamo diventando dei nazionalisti senza nazione, dei tradizionalisti senza tradizioni, dei patrioti senza patria”. Nell’intervento di Fdi-An è stato anche affrontato il tema dell’antieuropeismo: “Questa Europa sta tradendo le speranza dei popoli, per rilanciare il progetto occorre dare all’Europa una dignità, una voce, una bandiera. La storia dell’Europa è fatta di tradizioni e di culture da tutelare”.
(Rudi Ghedini e Cristian Casali)


