COMUNICATO
Assemblea

EUROPA. SESSIONE 2016, PRESIDENTE SALIERA CHIEDE “PIÙ PARTECIPAZIONE DELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE AI PROCESSI DECISIONALI COMUNITARI, NON DOBBIAMO SOLO RATIFICARE NORME”

Anche secondo il primo vicepresidente del Comitato delle Regioni, il belga Karl-Heinz Lambertz, “per uscire dai problemi che l’Unione europea sta vivendo servono soluzioni che devono necessariamente partire dal basso, dalle Regioni”

È, e deve essere, sempre più forte “l’esigenza di promuovere la maggiore partecipazione delle Assemblee legislative al processo decisionale europeo”.

A ribadirlo è Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, nell’intervento con cui stamattina ha aperto i lavori della Sessione europea del 2016, l’occasione istituzionale per fare il bilancio sulla partecipazione della Regione alla formazione e attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione europea e individuare le priorità che guideranno le attività future.

E la sua richiesta trova subito una risposta positiva dall’ospite di questa Sessione europea, il belga Karl-Heinz Lambertz, primo vicepresidente del Comitato delle Regione della Unione europea: “Voglio riflettere insieme a voi, e condividere le mie preoccupazioni, riguardo alla costruzione dell’Europa. Quello che mi preme di capire, al di là dei problemi che l’Unione europea sta vivendo, è se riusciamo insieme a trovare delle soluzioni che devono necessariamente partire dal basso, dalla Regioni che compongono l’Europa”.

Come ribadisce Saliera nei suoi saluti, “l’Assemblea non deve intervenire solo per ratificare le norme, ma anche per plasmarle secondo le necessità dei cittadini”, grazie anche a “un dialogo continuo con i territori e la comunità civile, a partire dai parlamenti nazionali e regionali”. In particolare, spiega la presidente dell’Assemblea, “gli europarlamentari devono rappresentare il punto di riferimento sui territori per Bruxelles, e a Bruxelles per i territori, con il loro coinvolgimento in questa Sessione europea è stata avviata una collaborazione più strutturata e proficua”.

“Abbiamo tutti ben presente la situazione dell’Europa attuale, le difficoltà di gestire i flussi migratori hanno addirittura portato alcuni paesi a costruire barriere lungo i loro confini, andando così a incrinare una conquista importante come l’Europa di Schengen- prosegue Saliera-. E non c’è solo il problema dei rifugiati: in Europa vediamo troppa burocrazia, una insufficiente unità e un problema nella gestione dei fondi”. Per questo motivo, conclude, “bisogna coinvolgere le comunità locali per creare un cambiamento vero, una Europa dei cittadini che risponda alle necessità e ai bisogni reali di chi la abita”.

Ribadisce il concetto anche Lambertz: “Tutti i consigli regionali e le assemblee legislative devono affrontare la questione europea, non è un privilegio esclusivo di Bruxelles perché l’Europa non è solo Strasburgo o la capitale del Belgio, ma tutte le città e le regioni che la compongono”.

Il politico belga ammette di “rendersi conto che questo grande progetto della costruzione europea si è infragilito, ed è molto più fragile di quanto pensavo potesse essere: la libera circolazione dei cittadini è alla base della Unione europea, ma questi principi vengono sempre messi più in discussione dalle inquietanti forze populiste che possiamo trovare in tutta Europa”. Il primo vicepresidente del Comitato delle Regioni fa poi riferimento alla “crisi economica che ci ha colpito ed è stata segnata dalla mancanza di solidarietà nei confronti dei paesi più colpiti, e così è stato anche nei confronti della questione dei migranti”. La preoccupazione di Lambertz è che “tutto ciò potrebbe sfociare in una crisi ben più grande e amplificata, che potrebbe mettere in dubbio il progetto europeo nel suo complesso”.

L’ultimo argomento trattato dal primo vicepresidente sono i bilanci: “Le Regioni nel loro insieme hanno forti problemi di investimento, per questo diventa un obiettivo fondamentale trovare quei meccanismi che ci allontanino dalla regola aurea e unica del patto di stabilità attualmente in vigore e di una austerità cieca, in favore di una maggiore flessibilità che permetta gli investimenti necessari”.

(jacopo frenquellucci)

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