“La Regione Emilia-Romagna, con questo progetto di legge, intende intervenire al fine di garantire, da un lato, ai figli di genitori separati o divorziati, la crescita in un contesto ambientale e familiare sereno, dall’altro, agli stessi coniugi che affrontano una separazione o un divorzio, il mantenimento della centralità del loro ruolo nell’educazione e crescita dei figli oltre al proseguimento di un’esistenza dignitosa”. Daniele Marchetti (primo firmatario), Marco Pettazzoni, Fabio Rainieri, Matteo Rancan, Gabriele Delmonte, Andrea Liverani, Stefano Bargi, Alan Fabbri e Massimiliano Pompignoli, consiglieri della Lega nord, hanno presentato un progetto di legge all’Assemblea legislativa a “tutela dei coniugi separati o divorziati in condizione di disagio”.
La Regione, specificano, “rivolge per la prima volta un’attenzione specifica al fenomeno della rottura dei legami matrimoniali, che, oltre alla disgregazione affettiva, comporta la riorganizzazione delle risorse economiche precedentemente riferite a un unico nucleo familiare e successivamente frazionate, tra i diversi componenti della famiglia, in seguito all’applicazione dei provvedimenti adottati dall’Autorità giudiziaria competente in materia”.
In Emilia-Romagna, sottolineano i proponenti, “risultano, nel 2014, 6.143 separazioni (pari all’1,4 su mille abitanti) e 3.774 divorzi (pari allo 0,8 su mille abitanti). In percentuale, la grande maggioranza investe coppie con figli in età minore e, quindi, bisognosi di una maggiore assistenza e cura, come previsto anche dalla legge”. In particolare, “il 51,1% delle separazioni risulta con figli minori affidati (il 7,3% esclusivamente alla madre a fronte di uno 0,8% di minori affidati esclusivamente al padre), il 29% dei divorzi risulta con figli minori affidati (il 15,9% esclusivamente alla madre a fronte di uno 0,8% di minori affidati esclusivamente al padre)”.
“In sensibile crescita- proseguono Marchetti e colleghi- le difficoltà economiche dei coniugi che hanno procedimenti in corso. L’assegnazione della casa familiare, infatti, a favore del coniuge al quale sono stati affidati i figli, produce immediati effetti circa l’aumento di spese a carico dell’ex coniuge obbligato al pagamento, in quanto dovrà rinunciare all’unica casa in comproprietà con la moglie per affittare un altro immobile”. A tal riguardo, concludono, “risulta che, in Emilia-Romagna, il 54,1% delle separazioni hanno comportato l’assegnazione della casa familiare alla moglie, a fronte di un 24,1% di assegnazioni a favore del marito. E anche nel caso di divorzio, le assegnazioni della casa coniugale a favore della moglie (pari a un 32,6%) superano nettamente il numero delle assegnazioni a favore del marito (pari a un 15,2%). Sulla involuzione delle capacità patrimoniali dei coniugi separati o divorziati incide sensibilmente anche l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento a favore dei figli e del coniuge debole”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(cr)


